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Grosseto. Un nuovo confronto sulla sanità grossetana, fondato sulla condivisione dei dati, sul coinvolgimento dei territori e sulla definizione di una prospettiva complessiva per la rete ospedaliera e territoriale della provincia.
È quanto è emerso dalla riunione congiunta delle Conferenze dei sindaci delle due zone-distretto della provincia di Grosseto, dove i sindaci presenti hanno espresso all’unanimità la volontà di aprire una nuova fase di confronto con la Regione Toscana e con l’Azienda Usl Toscana Sud Est sul futuro della sanità maremmana.
La posizione assunta oggi segna un cambio di passo: prima di procedere con singole riorganizzazioni, i sindaci chiedono di definire insieme una visione complessiva della sanità della provincia di Grosseto. Da qui la proposta di un nuovo Patto per la salute della Maremma, che metta al centro la rete ospedaliera e territoriale nel suo complesso, le funzioni dei singoli presidi, il personale, gli investimenti, le risorse e i servizi di prossimità. Solo all’interno di questo quadro condiviso potranno essere valutate le singole scelte di riorganizzazione.
Al centro della discussione resta la riorganizzazione della rete chirurgica prevista dalla deliberazione del direttore generale dell’Azienda Usl Toscana Sud Est n. 901 del 28 agosto scorso. La richiesta condivisa dai sindaci è ora quella di sospenderne l’attuazione, per consentire l’apertura di un confronto effettivo e strutturato con i territori.
La richiesta nasce dalla necessità di superare una discussione limitata alla singola riorganizzazione chirurgica e di affrontare, invece, il tema più ampio del futuro della sanità provinciale.
I sindaci ritengono necessario mettere a disposizione della Conferenza tutti gli elementi utili a comprendere le conseguenze delle scelte organizzative: dati sui volumi e sugli esiti delle attività, personale, posti letto, utilizzo delle sale operatorie, liste d’attesa, trasferimenti dei pazienti, investimenti, risorse necessarie e impatto organizzativo ed economico.
La prospettiva indicata è quella di considerare i presidi di Grosseto, Orbetello, Massa Marittima, Pitigliano e Castel del Piano come parti di un’unica rete provinciale, con funzioni differenti, ma complementari.
Il Misericordia dovrà poter sviluppare ulteriormente le attività ad alta complessità, le specializzazioni e le tecnologie avanzate, mentre gli ospedali periferici dovranno essere messi nelle condizioni di svolgere pienamente le proprie funzioni, con personale, risorse, investimenti e adeguati volumi di attività.
Allo stesso tempo, la programmazione dovrà tenere conto delle caratteristiche specifiche della Maremma: una provincia estesa, con grandi distanze, aree interne, bassa densità abitativa, una popolazione anziana e un forte incremento delle presenze durante la stagione turistica.
La distanza geografica è un fattore sanitario e deve essere considerata nella programmazione dei servizi, insieme ai tempi di percorrenza, alle caratteristiche delle aree interne e alla necessità di garantire continuità assistenziale e prossimità delle cure.
Il nuovo percorso dovrà riguardare anche la sanità territoriale, l’integrazione tra ospedale e territorio, le Case della comunità, gli Ospedali di comunità, la medicina generale, l’infermieristica di famiglia e comunità, l’assistenza domiciliare e la telemedicina, all’interno di una rete realmente integrata.
Particolare attenzione dovrà essere dedicata anche al personale necessario per rendere pienamente operative le strutture e gli investimenti già programmati, compresi quelli realizzati nell’ambito del Pnrr.
Da qui la proposta di avviare un nuovo Patto per la salute della Maremma, inteso come un percorso istituzionale tra Regione Toscana, Azienda Usl Toscana Sud Est e Conferenze dei Sindaci, nel quale definire insieme missione e prospettive dei singoli presidi, organizzazione della rete ospedaliera e territoriale, fabbisogno di personale, investimenti, liste d’attesa, mobilità sanitaria, risorse e obiettivi verificabili nel tempo.
La richiesta dei sindaci è quindi che, fino alla conclusione del confronto con la Conferenza dei sindaci, non sia attuata la riorganizzazione prevista nella delibera e aprire quindi immediatamente un tavolo di lavoro mettendo a disposizione i dati così da definire il Patto per la sanità provinciale.
Un percorso nel quale le scelte sul futuro della rete sanitaria non siano semplicemente comunicate ai territori, ma costruite insieme ai territori.
Un nuovo capitolo per la sanità della Maremma: più confronto, più programmazione, una rete provinciale integrata e un Patto condiviso per il futuro della salute dei cittadini.
Soddisfazione per il raggiungimento all’unanimità da parte delle sigle sindacali peovinciali presenti alla conferenza stampa: Anaao Assomed; Cisl; Nursind; Nursing Up e Uil.
Cisl: “Sindacati esclusi dall’incontro tra sindaci e Monni”
A seguito della conferenza dei sindaci delle due zone sociosanitarie della provincia di Grosseto, che si è tenuta oggi e che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla sanità Monia Monni, la Cisl di Grosseto interviene per chiarire la propria posizione, anche a seguito dell’incontro che ieri l’assessore ha avuto con le organizzazioni sindacali grossetane.
“Non siamo pregiudizialmente contrari a una riorganizzazione della rete chirurgica – dichiara Simone Gobbi, segretario generale di Cisl Grosseto – con l’obiettivo di migliorare la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza delle cure. Ma dall’incontro avuto ieri, insieme a Cgil e Uil, con l’assessore Monni e la direzione sanitaria dell’Azienda Usl Toscana sud est non abbiamo avuto rassicurazioni su alcuni aspetti fondamentali, a partire dalla gestione delle emergenze chirurgiche a Massa Marittima che, a nostro parere, deve rimanere h24″.
Soprattutto, l’organizzazione sindacale grossetana evidenzia un problema di metodo, che riguarda la Conferenza dei sindaci. “Vogliamo dirlo con chiarezza – afferma Gobbi –. Le organizzazioni sindacali sono sostate escluse dall’incontro tra la Regione e i sindaci del territorio e questa è una scelta che, francamente, fatichiamo davvero a comprendere. Per fortuna, ieri, Cgil, Cisl e Uil hanno avuto l’opportunità di avere un confronto diretto con l’assessora Monni”.
Nella precedente Conferenza dei sindaci, infatti, le organizzazioni sindacali erano state convocate e coinvolte nella condivisione di un documento comune. “Un documento che, peraltro – prosegue Gobbi –, riprende molte delle questioni che la Cisl Funzione Pubblica aveva già sollevato, a partire dalla fine di maggio, attraverso lettere indirizzate ai sindaci delle Colline Metallifere e successive prese di posizione pubbliche sulla tutela dei servizi e delle professionalità negli ospedali territoriali. La Cisl era stata lungimirante nel proporre un patto territoriale, abbiamo perso tre mesi di lavoro e confronto, ma possiamo ripartire con un confronto serrato”.
“Quello che ci lascia perplessi è l’evidente contraddizione – aggiunge il segretario generale di Cisl Grosseto -. Prima ci si chiede di partecipare, portare il nostro contributo e condividere un documento; poi, quando quel documento viene discusso direttamente con la Regione, il sindacato viene lasciato fuori. Non è una questione di protagonismo, ma di rispetto e coerenza nel metodo”.
“Non ci interessa essere presenti alla conferenza stampa convocata dopo l’incontro, contesto al quale siamo stati invitati a partecipare – ribadisce Gobbi –. Ci interessa essere presenti ai tavoli dove si decidono le scelte che riguardano cittadini, lavoratori e futuro della sanità della nostra provincia. E, dopo l’incontro di ieri, alla Regione continuiamo a chiedere risposte concrete: quelle ricevute finora non sono sufficienti a rassicurarci”.
E a proposito dell’incontro di ieri con l’assessore Monni, Gobbi sottolinea che: “Abbiamo apprezzato la disponibilità ad aprire un percorso di confronto e contiamo molto sui prossimi incontri con la Asl Toscana sud est. La delibera è stata definita un atto di programmazione e ci è stato assicurato che protocolli, modalità operative, tempi e organizzazione saranno oggetto dei passaggi successivi. È proprio lì che vogliamo esserci, perché il confronto deve servire anche a correggere ciò che eventualmente non funziona”. L’assessore ha effettivamente confermato la disponibilità al confronto sugli atti attuativi e anche a eventuali modifiche, se necessarie; restano, però, preoccupazioni molto concrete.
“Per fare dei semplici esempi – prosegue Gobbi –, se a Montieri si verifica un’urgenza e l’ambulanza deve partire da Follonica per raggiungere il paziente e poi trasportarlo fino a Grosseto, si può arrivare a tempi complessivi prossimi alle due ore. Per questo non possiamo valutare la riorganizzazione soltanto sulla base dei volumi ospedalieri: dobbiamo tenere conto delle distanze, della conformazione della nostra provincia e dei tempi reali di accesso alle cure”.
La provincia di Grosseto si estende per circa 4.500 chilometri quadrati e conta circa 215.000 residenti, distribuiti in centri distanti tra loro. Viabilità, popolazione anziana e aumento delle presenze turistiche in estate sono elementi essenziali per valutare la sicurezza dei percorsi di cura.
“Nel 2025 – aggiunge Simona Piccini, segretaria generale della Cisl Funzione Pubblica di Grosseto – la Chirurgia generale dell’ospedale Sant’Andrea ha eseguito 67 interventi in urgenza e 1.137 interventi programmati di bassa e media complessità. Questi numeri vanno valutati insieme alla tipologia dei casi, agli orari degli interventi e ai tempi effettivi necessari per raggiungere un altro ospedale“.
Per la Cisl, dunque, la discussione sulla Chirurgia d’urgenza a Massa Marittima non è chiusa. “Devono essere chiariti – sottolinea Gobbi – quali casi potranno continuare a essere gestiti nei presidi territoriali, quali verranno centralizzati, con quali professionalità e con quali risorse verrà contemporaneamente rafforzato il Misericordia. La stessa direzione sanitaria ha precisato che questi aspetti operativi dovranno essere definiti successivamente”.
Il confronto di ieri assume ancora più importanza perché si inserisce in una fase nella quale sta finalmente ripartendo anche il dialogo regionale sulla sanità tra Regione e organizzazioni sindacali. “Un confronto che Cgil, Cisl e Uil regionali chiedevano da tempo – conclude Gobbi – e sul quale riteniamo importante non disperdere adesso l’apertura registrata”.
Cna Pensionati: “Chiediamo a Regione e Asl di ascoltare i sindaci del territorio”
Cna Pensionati Grosseto si unisce alle richieste dei sindaci del territorio in merito al progetto di riorganizzazione della Chirurgia nei presidi ospedalieri della provincia.
“Condividiamo la posizione espressa dai sindaci – dichiara Lidio Del Pasqua, presidente di Cna Pensionati Grosseto – e ci auguriamo che questo confronto aperto con la Regione e con l’Azienda sanitaria serva a concertare, davvero, scelte condivise. Comprendiamo la necessità di riorganizzare alcuni servizi, ma questa non può non tenere conto delle caratteristiche dei territori: il nostro, in particolare, per la sua estensione, per la scarsa densità abitativa in alcune aree e per la grande presenza di popolazione anziana, ha bisogno di una serie di servizi sanitari di prossimità. Ci auguriamo, quindi, che le richieste dei Comuni siano prese in considerazione e che si metta a punto una riorganizzazione che non lasci indietro nessun cittadino”.
Cna Pensionati Grosseto è da sempre attenta ai temi legati alla salute, promuovendo ogni anno incontri di approfondimento e informazione.
Lidia Bai: “Dai sindaci un segnale positivo. Ora un confronto vero sul futuro della sanità”
“La riunione della Conferenza dei sindaci della provincia di Grosseto rappresenta un passaggio positivo e importante. La richiesta espressa all’unanimità dai sindaci di sospendere l’attuazione della delibera 901 della Asl Toscana Sud Est sulla riorganizzazione della rete chirurgica e di aprire un confronto complessivo con Regione e Azienda sanitaria sul futuro della sanità maremmana va nella direzione che avevamo indicato fin dall’inizio».
Lo afferma la consigliera regionale del Partito Democratico Lidia Bai.
“Insieme al sindaco di Massa Marittima Irene Marconi – sottolinea la consigliera regionale del Pd – siamo state tra le prime a chiedere che una scelta così importante per la rete chirurgica della provincia fosse affrontata attraverso un confronto con i territori. Oggi quella richiesta è diventata una posizione condivisa dai sindaci e dall’assessore alla sanità della Toscana, Monia Monni. Dobbiamo partire dai dati, dalle esigenze dei cittadini, dalle caratteristiche del territorio, dal personale necessario e dagli investimenti già programmati. Positiva anche la proposta di un nuovo Patto per la salute della Maremma che può rappresentare una buona occasione per aprire finalmente un confronto strutturato tra Regione, Azienda sanitaria e territori”.
“Dobbiamo lavorare insieme – conclude Bai –, con concretezza, perché le scelte sul futuro della sanità siano costruite con chi quei servizi li conosce e li vive ogni giorno”.
Cgil: “Bene documento dei sindaci, ma senza risorse rischiano di restare solo parole”
“Leggiamo con attenzione il documento approvato all’unanimità dai sindaci: il Patto per la salute della Maremma, una visione di rete unica provinciale, dati condivisi, integrazione tra ospedale e territorio, personale e investimenti. Sono, nella sostanza, le proposte che la Cgil, insieme a Fp e Spi, avanza da tempo e che avevamo ribadito nel nostro ultimo intervento. Siamo contenti che finalmente vengano fatte proprie, ma ci permettiamo di sottolineare che non sono una novità. Certo sì, era quello che ci aspettavamo”, dichiarano Monica Pagni (segretaria generale della Cgil Grosseto), Roberto Carletti (segretario della Fp Cgil Grosseto) ed Erio Giovannelli (segretario dello Spi Cgil Grosseto).
“Una cosa però va detta con chiarezza: nessuna proposta, per quanto condivisibile, può reggere senza investimenti e risorse adeguate a livello governativo – proseguono Pagni, Carletti e Giovannelli -. Non dipende tutto dalla Regione. Tutti chiediamo un sistema che funzioni e siamo pronti a fare proposte, ma se il sistema è definanziato alla base ogni progetto resta sulla carta. Case di comunità, ospedali di comunità, rete territoriale: senza personale e senza un adeguato Fondo sanitario nazionale non decolleranno”.
“Se il finanziamento del Fondo sanitario nazionale, in rapporto al Pil, continuerà a scendere addirittura al 5,9% nel 2028, come è previsto dallo stesso Governo, c’è ben poco da sperare: nessun patto, nessuna riorganizzazione e nessuna rete integrata potranno funzionare con risorse che si riducono mentre i bisogni di una popolazione sempre più anziana crescono. Non a caso la Cgil è promotrice di una proposta di legge di iniziativa popolare che mira a aumentare risorse e personale per il Servizio sanitario nazionale”, sottolineano i segretari.
“La proposta stessa di togliere il bollo auto suona bene dentro le orecchie appena la sentiamo, ma non aiuta certo le Regioni (la Regione Toscana investe circa l’80% delle risorse di bilancio sulla sanità), già in difficoltà nella gestione di una sanità che, di questo passo, sarà inevitabilmente sempre più rivolta al privato – avvertono Pagni, Carletti e Giovannelli – Così si perde la missione universalistica del servizio sanitario pubblico, e a pagarne il prezzo saranno i cittadini, soprattutto i più fragili e chi vive nelle aree interne. Nel documento dei sindaci non c’è traccia delle parti sociali, sindacati esclusi dall’incontro e dal confronto. Difficile, da questa Conferenza dei sindaci, non notare anche un altro fattore inaccettabile. Nel documento non c’è alcun riferimento al ruolo delle parti sociali, cioè a chi rappresenta sia chi usufruisce dei servizi sia chi li eroga tutti i giorni: medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici, personale amministrativo: sono loro a prendersi cura di tutti noi, sono loro che vengono lasciati fuori dalle stanze in cui si decide”.
“Non siamo stati gli unici a lamentarlo: anche altre organizzazioni sindacali hanno denunciato di essere state escluse dall’incontro tra sindaci e Regione – ricordano Pagni, Carletti e Giovannelli –. Fortunatamente abbiamo avuto la possibilità di un incontro antecedente insieme a Cisl e Uil con l’assessore regionale Monni che ha correttamente ribadito, a livello regionale, che i sindacati devono essere coinvolti in quanto portatori di interessi dei cittadini e dei professionisti sanitari. Evidentemente se ne è dimenticata la presidenza della Conferenza dei sindaci a Grosseto. Una dimenticanza di questo genere è un grave errore politico e di metodo. Chi ha responsabilità istituzionali ha il dovere di tutelare i cittadini e chi lavora nella sanità, non di ricordarselo solo quando può convenire. Chi ogni giorno tiene in piedi ospedali e servizi non può essere trattato come un dettaglio trascurabile”.
“Dalla parte dei lavoratori e dei cittadini, sosteniamo da tempo l’importanza di una sanità territoriale e ospedaliera sempre più integrate – concludono i tre segretari – ed è anche per questo che la riorganizzazione della Chirurgia è un passaggio rilevante, che ci sta a cuore. Alla Cgil preme che tutti i passaggi vengano compiuti correttamente, senza saltare nessuno e senza mancare di ascoltare e interloquire con tutte le parti: istituzioni, Azienda, sindacati, lavoratori e cittadini. Siamo pronti a fare la nostra parte convinti del fatto che occorre un nuovo sistema sanitario che metta al centro il cittadino e i suoi bisogni, a patto di essere seduti tutti allo stesso tavolo”.
Il Pci: “Si allungano i tempi, ma le decisioni saranno cambiate?”
“Come Pci – Segreteria Colline Metallifere e segreteria provinciale di Grosseto, prendiamo atto dell’esito della Conferenza dei Sindaci sul Patto per la salute della Maremma che riguarda gli ospedali di Grosseto, Massa Marittima, Orbetello, Castel del Piano e Pitigliano – dichiarano Valter Cioni e Daniele Gasperi –. Un passaggio concordato tra tutti i presenti, rafforzato dalla richiesta di sospensione dell’attivazione della delibera del direttore generale dell’Azienda Usl Toscana Sud Est. Una riunione che è servita a valutare decisioni non condivise dai territori e su cui anche la Regione sembra aver preso atto. Detta così sembra una cosa positiva, ma a nostro avviso i tempi si allungano e non vorremmo che all’inizio dell’anno possa entrare in vigore una sorta di resa dei conti. Se vengono messe sul piatto della bilancia le funzioni, gli investimenti, il personale, le risorse, crediamo che i presidi periferici abbiano tutto da perdere e si voglia far passare come un buon risultato quello che è uno sfavore per tutte quelle necessità che sono fondamentali per i cittadini”.
“Ci piace guardare la realtà e siamo abituati ad una politica che vada incontro alle esigenze che viviamo, insieme a quelle persone con cui ci confrontiamo quotidianamente e che non riescono ad avere in tempi ragionevoli un servizio sanitario quantomeno sufficiente – continuano gli esponenti del Pci -.Ci preme ricordare, non per pura retorica ma per una constatazione reale, la nostra partecipazione alle Commissioni Sanità nella passata legislatura, le 2500 firme raccolte e consegnate in Regione dall’associazione Fare per riavere un Distretto delle Colline Metallifere, la mozione votata all’unanimità a maggio dal Consiglio Comunale di Massa Marittima. Sono fatti che sono stati a suo tempo ampiamente condivisi da organizzazioni e parti politiche in modo trasversale, quindi una base concreta da cui porre condizioni ben precise, per annullare la falsa retorica. Così come, per onestà intellettuale, non si può dimenticare il passato. Se è vero che mancano puntualmente gli investimenti nazionali sulla sanità, questa mancanza politica riguarda tutti i Governi degli ultimi anni, sia di centrodestra sia di centrosinistra. Se facciamo mente locale per una vera analisi, sono stati 35 i miliardi decurtati dai Governi del centrosinistra. In Toscana oltre 2000 posti letto tagliati e attività specialistiche ridotte. Le promesse del potenziamento del territorio, prima con le Case della Salute e oggi, cambiando il nome, le Case di Comunità, restano scatole vuote. È questo che ci preoccupa, che tutto non si risolva in una aspettativa controproducente con i tempi che si dilatano”.
“La nomina del nuovo direttore generale sarà un riferimento primario e, ci auguriamo, costruttivo – termina il comunicato –, per saltare gli ostacoli che immancabilmente si presentano e riportare la sanità territoriale e periferica a quei livelli apprezzabili e conformi alle esigenze dei cittadini del territorio delle Colline Metallifere”.
