Home Costa d'argentoMaltratta e aggredisce la madre e la sorella, poi tenta di dare fuoco alla casa: arrestato

Maltratta e aggredisce la madre e la sorella, poi tenta di dare fuoco alla casa: arrestato

L'episodio è accaduto a Capalbio

di Redazione
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Capablio (Grosseto). Su ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto, i Carabinieri della Stazione Carabinieri di Capalbio hanno arrestato uno straniero di 25 anni, residente a Capalbio, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti in famiglia aggravati, lesioni personali aggravate e tentativo di incendio dell’abitazione di famiglia, ai danni della madre e dei familiari conviventi.

Le indagini

Le indagini, condotte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Grosseto, hanno permesso ai Carabinieri della locale Stazione di fare luce su un drammatico e continuato quadro di violenze domestiche e condotte vessatorie perpetrate nel corso del mese di agosto scorso ai danni della madre e della sorella conviventi, scaturite da un temperamento particolarmente irruento e violento, esacerbate dall’abuso abituale di alcolici, ricostruendo:

  • episodi di violenza e minaccia. L’uomo aveva più volte aggredito fisicamente la madre con percosse, spintonamenti, lancio di oggetti e reiterate minacce gravi di morte perpetrate per motivi futili, come quando la donna lo invitava ad abbassare il volume altissimo della musica nel bel mezzo della notte. In altre ulteriori occasioni il 25enne aveva addirittura minacciato il suicidio nel caso in cui la madre non avesse ottemperato alle sue pretestuose richieste vessatorie, quali quelle di rientrare senza motivo a casa dal lavoro;
  • tentativo di incendio e grave aggressione. Durante la notte del 17 agosto, nell’ambito di una discussione con i familiari, l’uomo aveva tentato di incendiare la propria abitazione avvicinando l’accendino alla bombola del gas. Alcuni giorni dopo, nella notte tra il 22 e il 23 agosto, dopo l’ennesima lite violentissima con la sorella che si era rifiutata di portargli una bottiglia di birra, aveva espressamente dichiarato di volerla uccidere in ragione del rifiuto subito.

L’intervento dei Carabinieri

Nelle prime ore dell’11 settembre, i Carabinieri sono intervenuti per dare esecuzione al provvedimento cautelare di custodia dell’Autorità Giudiziaria la quale, valutato l’elevato e concreto pericolo di reiterazione dei reati e la marcata pericolosità sociale dell’indagato (già gravato da recidiva), ha ritenuto la custodia cautelare in carcere come l’unica misura idonea a tutelare l’incolumità fisica e psichica dei familiari.

Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che, in forza del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.

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