Castel del Piano (Gr) – Sabato 19 settembre alle 18, al Dancing Kronos di Castel del Piano, si tiene il dibattito “Fondata sul lavoro. Industria e salari dall’Amiata e la Maremma all’Italia”, secondo appuntamento della Festa dell’Unità dell’Amiata Grossetana, che apre venerdì 18 e prosegue fino a domenica 20.
Intervengono Andrea Orlando, responsabile del PD per le politiche di reindustrializzazione e già Ministro del Lavoro, Annarita Bramerini, direttore di CNA Grosseto, e Leonardo Marras, assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana.
La serata ha un formato inusuale. Dopo le relazioni introduttive è previsto uno spazio strutturato di interventi di CGIL, CISL, UIL, Confindustria Toscana Sud e di un imprenditore del territorio, collocati prima della replica di Orlando in modo che a chi rappresenta il lavoro e l’impresa in Amiata sia garantita una risposta nel merito.
“Su industria e salari non ci interessava una serata con un palco che parla e una sala che ascolta – afferma Federico Badini, vicesegretario del PD della provincia di Grosseto con delega alle aree interne e segretario PD di Castel del Piano -. Abbiamo chiesto alle rappresentanze del lavoro e dell’impresa di preparare un intervento e di prendere la parola prima della replica. Le posizioni non devono coincidere con le nostre, l’importante è che portino un valore aggiunto alla discussione”.
La scelta del tema nasce da una caratteristica del territorio. Rapportata alla densità abitativa, l’Amiata Grossetana è il secondo polo manifatturiero della provincia: una concentrazione produttiva rara per un’area interna e montana.
“Qui ci sono imprese che lavorano ed esportano, e persone che entrano in fabbrica la mattina – spiega Badini -. In rapporto a quante persone ci vivono, è una base industriale che poche aree interne italiane hanno. È una risorsa importante e va trattata come tale, cioè come un pezzo del sistema produttivo toscano, non come un caso locale. Le aree interne di questa provincia non sono un territorio da assistere: sono un territorio che produce, e a cui vanno date le condizioni per garantire un lavoro di qualità e una produzione sostenibile anche a livello ambientale”.
A questo si affianca il dato diffuso ieri dalla Ricerca Redditi Acli-Iref, che colloca Grosseto all’ultimo posto fra le province toscane per crescita dei redditi da lavoro dipendente tra il 2020 e il 2025: un aumento del 15,3%, da 22.070 a 25.455 euro medi, a fronte di un’inflazione cumulata del 18%. Il quadro produttivo dice qualcosa di analogo con esportazioni che calano del 20,7% nel primo trimestre del 2026, e la flessione dell’1,8% delle sedi d’impresa manifatturiere, a fronte della crescita di quasi tutto il terziario.
“I dati vanno letti insieme – osserva Badini -. Abbiamo una base industriale rara per un’area interna, che può e deve fare sistema con il resto della provincia. La domanda è una sola, e vale per la Maremma quanto per l’Amiata: che qui ci sia lavoro pagato abbastanza da permettere a una persona di costruirsi una vita dignitosa. Per farlo la politica deve dare un indirizzo, insieme alle istituzioni, alle imprese e alle parti sociali.”
Per questo, l’intenzione è quella di chiedere ad Andrea Orlando un impegno esplicito: che la reindustrializzazione delle aree interne entri nel programma del PD per il 2027 con misure proprie, e non come capitolo dentro le politiche per il Mezzogiorno o dentro la montagna. “Nella nostra provincia insistono due delle sei aree SNAI toscane – afferma Badini –. È un tema provinciale e nazionale, non una questione amiatina. Non stiamo chiedendo attenzione per un pezzo di periferia: qui c’è un problema che riguarda l’Italia intera, e per una volta anche una parte della risposta.”
Oltre a questo, il dibattito si concentrerà sulla necessità di far valere due principi. Il primo riguarda l’energia: l’Amiata e la Maremma producono energia geotermica e ospitano una delle riserve idriche più importanti della Toscana, e la richiesta è che si studino tariffe energetiche agevolate per le imprese che producono nei territori che quell’energia la generano, legando la transizione energetica a un ritorno industriale visibile per chi ne ospita gli impianti. Il secondo riguarda i salari, con il salario minimo a nove euro l’ora previsto dalla proposta unitaria delle opposizioni, affiancato da interventi su contrattazione, subfornitura e lavoro stagionale.
Il dibattito è aperto a tutti. Dalle 20:30 cena con menù fisso con prodotti tipici del territorio, su prenotazione ai numeri 347 0137659 e 368 7275214. Alle 21 musica e serata danzante con Gabriele Magini.
