Grosseto. “L’Italia vince nei medaglieri olimpici, da Parigi a Milano-Cortina, ma rimane drammaticamente ultima in Europa per diffusione della pratica sportiva e prima per sedentarietà. Un paradosso che dobbiamo risolvere partendo dai nostri territori, trasformando lo sport da privilegio a diritto universale e strumento di welfare territoriale”: a dichiararlo è Stefano Rosini, facendo proprie le riflessioni e le proposte portate avanti dall’onorevole Mauro Berruto (Pd) in tema di politiche sportive, e declinandole in una prospettiva locale a vantaggio del Comune capoluogo, ma anche delle altre amministrazioni della Maremma.
“Oggi abbiamo a disposizione uno strumento formidabile che i nostri Comuni devono sfruttare al massimo: la recente legge sulle palestre scolastiche – spiega Rosini -. Fino a poco tempo fa, l’apertura delle palestre in orario extrascolastico era lasciata alla discrezionalità dei dirigenti scolastici. Oggi, grazie a questa norma di buonsenso, si ribadisce un principio fondamentale: le palestre sono luoghi pubblici. La titolarità dell’assegnazione degli spazi fuori dall’orario scolastico torna ai proprietari, ovvero ai Comuni o alle Province, permettendo finalmente di tenere aperte queste strutture anche nei mesi estivi, quando i nostri ragazzi hanno più tempo libero”.
Ma il vero vantaggio per l’amministrazione locale e per il tessuto associazionistico, sottolinea Rosini, risiede nella possibilità di creare partnership virtuose: “Le società sportive dilettantistiche e senza scopo di lucro, che con i loro volontari tengono in piedi il tessuto sociale dei nostri quartieri, possono ora proporre interventi di riqualificazione delle palestre. Se c’è da rifare un tetto, sistemare le docce o cambiare una caldaia, le società possono farsi carico dei lavori in cambio di gratuità o assegnazioni prolungate degli spazi. È un capovolgimento culturale: lo sport non ‘consuma’ l’infrastruttura scolastica, ma la migliora, restituendo ai nostri studenti impianti più moderni ed efficienti al mattino, non gravando troppo sui bilanci comunali”.
Rosini guarda anche oltre l’infrastruttura, abbracciando in toto l’agenda progressista sullo sport, in netta contrapposizione con “una destra che, a livello nazionale, sembra concepire la gestione sportiva solo come un’occupazione di poltrone e di potere, dimenticando il ruolo educativo e di prevenzione sanitaria sancito dall’articolo 33 della Costituzione. Serve una visione che rimetta al centro la cultura del movimento, dalle scuole dell’infanzia fino alla terza età – dichiara Rosini –. Se per ogni euro investito dallo Stato per agevolare l’accesso all’attività sportiva, il Servizio sanitario nazionale (Ssn) risparmia da 4 a 7 euro, dobbiamo agevolare l’accesso alle attività e allo sport anche aiutando le famiglie a sostenere le spese che talvolta, anche solo per mandare il figlio a calcio, sono molto gravose. Condivido quindi e rilancio con forza le tre battaglie chiave delineate da Berruto per il prossimo futuro, sottolineando che anche il Comune può dare di più su questo e non solo limitarsi a sostenere i ragazzi nei camp estivi”.
“Innanzitutto – prosegue Rosini – è necessario adeguare e svincolare le detrazioni fiscali per l’attività sportiva. L’attuale limite di 210 euro all’anno, riservato solo agli under 18, è anacronistico. Va alzato e, soprattutto, esteso agli over 65: in un Paese e in un territorio che invecchiano, lo sport per gli anziani come i gruppi di cammino significa salute, prevenzione e un enorme risparmio per il Servizio sanitario nazionale”.
“In secondo luogo perché non introdurre la ‘prescrizione’ della pratica sportiva? Il medico di base deve poter prescrivere l’attività fisica adattata con la ricetta rossa, rendendola detraibile esattamente come un farmaco. Infine, dobbiamo dare pieno riconoscimento e sostegno al volontariato sportivo, che rappresenta oltre il 50% di tutto il volontariato del Paese. Non possiamo stare a guardare se lo sport diviene un lusso per chi se lo può permettere. Sostenere questa linea a partire dai nostri Comuni significa investire sul benessere psicofisico, sull’inclusione, sull’accessibilità e sul futuro del nostro territorio. La politica deve occuparsi dello sport per renderlo fruibile a tutti”, conclude Rosini.
