Home Colline del Fiora“Tra strada e civiltà”: Marco Cavorso racconta una storia personale che diventa una responsabilità collettiva

“Tra strada e civiltà”: Marco Cavorso racconta una storia personale che diventa una responsabilità collettiva

L'iniziativa è in programma sabato 12 settembre

di Redazione
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Pitigliano (Grosseto). Una tragedia personale che diventa una domanda rivolta a tutti: che tipo di comunità vogliamo essere quando condividiamo la strada?

È questo il filo conduttore dell’incontro con Marco Cavorso, autore di “Tra strada e civiltà: una storia personale, una responsabilità collettiva” (Io rispetto il ciclista Edizioni, 2026), in programma sabato 12 settembre, dalle 16.30, al Museo archeologico all’aperto “Alberto Manzi” di Pitigliano. Dialogano con l’autore Giacomo Tagliaferri, maratoneta e campione italiano 1992, e Paolo Mastracca, giornalista sportivo. Modera l’evento Debora Rossi, direttore scientifico dei Musei civici archeologici di Pitigliano.

L’appuntamento rientra nel programma dell’ottava edizione di “Spazi d’Autore. Letture al Museo…degustando”, iniziativa promossa dall’amministrazione comunale e dalla direzione scientifica dei Musei civici archeologici di Pitigliano, con il patrocinio, per l’ottavo anno consecutivo dell’Associazione italiana sommelier – Delegazione di Grosseto.

Una storia personale che parla a tutti

Il libro di Cavorso nasce da un’esperienza che ha segnato per sempre la sua vita. Il 26 agosto 2010, suo figlio Tommaso, 14 anni non ancora compiuti, si stava allenando in bicicletta insieme ai compagni della sua squadra. Durante un sorpasso in contromano, su striscia continua, un automobilista lo investì frontalmente, uccidendolo.

Da questa terribile tragedia ha preso avvio un percorso umano e civile che nel libro si trasforma in una riflessione sulla cultura della strada, sulle regole, sui comportamenti quotidiani e soprattutto sulla responsabilità individuale.

Cavorso invita a guardare la strada non soltanto come uno spazio regolato da norme e infrastrutture, ma come un luogo nel quale ogni giorno si misura la capacità di una società di rispettare l’altro.

Automobilisti, ciclisti e pedoni condividono infatti lo stesso spazio, ma non sempre condividono la stessa percezione del rischio, dei diritti e delle responsabilità. Da qui nasce la necessità di interrogarsi sui comportamenti che possono rendere la strada più sicura oppure più pericolosa.

La domanda centrale del libro diventa così una domanda collettiva: la sicurezza stradale è soltanto una questione di regole o è, prima di tutto, una questione di cultura?

Un libro nel cuore del Museo “Alberto Manzi”

Il tema della responsabilità e della consapevolezza si inserisce in modo particolarmente significativo nella cornice del Museo archeologico all’aperto “Alberto Manzi”, concepito per valorizzare il patrimonio archeologico e, allo stesso tempo, stimolare conoscenza, partecipazione e riflessione.

È proprio questo lo spirito di “Spazi d’Autore. Letture al Museo…degustando”: trasformare un luogo della cultura in uno spazio vivo, nel quale la presentazione di un libro diventa occasione di incontro e dialogo, intrecciandosi con le eccellenze enogastronomiche del territorio.

L’iniziativa si colloca nel più ampio percorso di valorizzazione delle aree archeologiche intese come eredità e patrimonio culturale individuale e collettivo, anche attraverso il coinvolgimento di soggetti e realtà che operano nel mondo dell’editoria, della cultura, dell’enogastronomia, della ricerca storico-antropologica e del sociale.

La scelta di ospitare “Tra strada e civiltà” all’interno del museo dedicato ad Alberto Manzi assume inoltre un particolare valore simbolico: educare alla consapevolezza, alla responsabilità e alla convivenza è un percorso che dalla scuola e dalla cultura può arrivare fino alla strada, luogo quotidiano nel quale si costruisce concretamente il rapporto con gli altri.

Letteratura, territorio e convivialità

Come da tradizione di “Spazi d’Autore”, alla presentazione del volume sarà affiancata la degustazione di prodotti e vini espressione delle eccellenze del territorio.

La presentazione e il servizio saranno curati dai sommelier di Ais – Delegazione di Grosseto, partner e sostenitori dell’iniziativa.

L’evento è gratuito e aperto a tutti: residenti, turisti italiani e stranieri, appassionati di letteratura e cultura, operatori del settore e visitatori che desiderino scoprire il patrimonio di Pitigliano attraverso un’esperienza che unisce libri, archeologia, memoria, territorio e convivialità.

L’appuntamento è quindi un invito a fermarsi, ascoltare e riflettere su un gesto apparentemente semplice – condividere una strada – che può raccontare molto del grado di civiltà di una comunità.

Perché tra strada e civiltà c’è uno spazio.

E quello spazio, prima ancora che nelle leggi o nelle infrastrutture, è nelle nostre scelte.

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