Grosseto. Da Grosseto, con lo sguardo rivolto al 2027 e alla sfida per il futuro del Paese. È stato Pier Luigi Bersani ad aprire la Festa regionale dell’Unità del Partito Democratico della Toscana, tornata sulle Mura ,edicee di Grosseto dopo anni di assenza e accolta da una grande partecipazione di cittadine e cittadini.
“Un ritorno importante, nel cuore della città, che ha riportato in città uno spazio di incontro, confronto e partecipazione politica, confermando il valore della Festa dell’Unità come luogo aperto alla comunità e al territorio”, si legge in una nota del Pd.
Il dibattito “Politiche 2027: governare bene il nostro Paese”, che si è svolto al Bastione Garibaldi, ha visto Bersani confrontarsi con Marco Simiani, segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico di Grosseto, e Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd di Grosseto. A coordinare l’incontro è stata la giornalista Chiara Geloni.
“Un confronto che ha posto al centro le sfide dei prossimi anni e la necessità di costruire un’alternativa credibile alla destra che oggi governa il Paese. Perché il 2027 non è un appuntamento lontano e la costruzione di una proposta alternativa passa dalla capacità di interrogarsi fin da ora sul futuro dell’Italia e sull’idea di Paese che il centrosinistra vuole proporre – prosegue il comunicato –. Dal lavoro ai diritti, dalla sanità pubblica ai servizi, dalla scuola alla lotta alle disuguaglianze, fino alla qualità della vita delle persone: questi alcuni dei temi al centro della discussione. Una politica che non si limiti a denunciare ciò che non funziona, ma che sappia costruire risposte e indicare una direzione diversa per il Paese”.
“Giorgia Meloni e il suo Governo – ha detto Bersani – sono sempre più lontani dalla vita reale delle persone e dai bisogni del Paese. Noi ci siamo e vogliamo rappresentare un’alternativa concreta, vicina alle cittadine e ai cittadini. Basta contrapporre i diritti sociali ai diritti civili, come se occuparsi degli uni significasse necessariamente trascurare gli altri. È una contrapposizione artificiosa, che non aiuta a risolvere i problemi delle persone. La buona politica deve occuparsi trasversalmente di tutto ciò che può migliorare la vita delle persone: dal lavoro alla sanità, dai salari ai diritti, dalla scuola ai servizi. Non esistono diritti di serie A e diritti di serie B. Esistono persone che chiedono risposte e una politica capace di ascoltarle e di dare loro la possibilità di vivere bene, con dignità e libertà. È questa la direzione in cui dobbiamo andare”.
“La grande partecipazione alla giornata inaugurale – dichiarano Marco Simiani e Giacomo Termine – ci dice una cosa semplice: quando la politica esce dalle stanze e torna tra le persone, il confronto torna a essere necessario. Il ritorno della Festa dell’Unità a Grosseto è una scelta politica. Abbiamo voluto riportare nel cuore della città un luogo nel quale discutere non soltanto di ciò che non va, ma soprattutto di come vogliamo cambiare le cose».
“Davanti a noi – proseguono Simiani e Termine – ci sono le amministrative e le politiche del 2027. Ma non si costruisce un’alternativa mettendo insieme, all’ultimo momento, qualche simbolo e qualche accordo. Serve qualcosa di più: un’idea di Paese, una proposta riconoscibile, la capacità di parlare dei problemi concreti delle persone e di indicare soluzioni credibili. Serve tornare a discutere di lavoro, di salari, di sanità pubblica, di scuola, di diritti e di disuguaglianze. Perché è da qui che passa la possibilità di ricostruire un rapporto di fiducia».
“Il ritorno della Festa dell’Unità a Grosseto assume così un valore che va oltre il programma dei singoli appuntamenti – continua il comunicato del Pd -. Le Mura medicee sono tornate a essere un luogo vissuto, aperto alla città e al confronto. Un luogo nel quale la politica ha ritrovato una delle sue funzioni più importanti: costruire comunità, discutere le sfide del presente e immaginare insieme il futuro”.
“Il successo della prima giornata – concludono Simiani e Termine – ci consegna un messaggio chiaro: c’è voglia di partecipare e di discutere, c’è bisogno di luoghi aperti e di una politica capace di ascoltare. Da Grosseto vogliamo contribuire a costruire questa strada: un progetto condiviso, con idee forti e con la presenza quotidiana nei territori. La Festa dell’Unità sarà, fino al 6 settembre, un luogo per fare tutto questo”.
L’inaugurazione
La giornata inaugurale si è aperta alle 18 con gli interventi di Daniela Piandelaghi, responsabile provinciale dell’organizzazione del Pd di Grosseto, Mariano Genovese, responsabile dell’organizzazione del Pd di Grosseto e responsabile della Festa dell’Unità, e Catuscia Scoccati, responsabile dei volontari del Pd di Grosseto.
La politica è stata protagonista anche nella serata con il dibattito “Economia Toscana: un patto per la crescita e il lavoro della Regione”, dedicato al rapporto tra sviluppo, occupazione e futuro del sistema produttivo toscano. Al confronto sono intervenuti Simone Bezzini, capogruppo del Partito Democratico in Regione Toscana, Leonardo Marras, assessore regionale all’Economia e alle attività produttive, Rossano Rossi, segretario della Cgil Toscana, Annarita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto, Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana, Roberto Negrini, presidente di Legacoop Toscana, e Paolo Mazzetti, responsabile Economia del Pd di Grosseto. L’incontro, introdotto da Simona Francini, vicesegretaria del Pd di Grosseto, è stato coordinato dal giornalista Alfredo Faetti di Tv9.
Accanto ai dibattiti, spazio alla musica, ai giovani e alla socialità, con la serata latina curata dalla scuola Essencia Latina, la musica live di “Veleno” e “Dexter Red Band” e il concerto acustico di Isabella Del Principe e Paolo Iannocco.
La Festa regionale dell’Unità del Partito Democratico della Toscana proseguirà alle Mura nedicee di Grosseto fino al 6 settembre con un programma di dibattiti, incontri, musica e iniziative che vedranno la partecipazione di esponenti politici, amministratori, rappresentanti del mondo del lavoro, delle imprese, delle associazioni e della società civile.
“Nove giorni per riportare il confronto politico nel cuore della città e costruire – termina il Pd –, insieme, le idee per il futuro del Paese”.

