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Grosseto – Sotto il cielo stellato della Cava di Roselle, si è compiuto un viaggio di rara intensità emotiva e culturale. Lo spettacolo “Francesco”, scritto da Aldo Cazzullo e interpretato insieme ad Angelo Branduardi con le musiche eseguite dal vivo in collaborazione con il polistrumentista Fabio Valdemarin, ha chiuso in trionfo la rassegna del festival Flux.
Lo spettacolo celebra l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi e della composizione del Cantico delle Creature, portando in scena la sintesi perfetta tra rigore della narrazione storica e poesia della musica sacra e medievale.
Un dialogo avvincente tra storia e spiritualità
La serata ha visto intrecciarsi due narrazioni complementari: da un lato la prosa limpida e coinvolgente del giornalista e scrittore Aldo Cazzullo, dall’altro il timbro inconfondibile e il violino di Angelo Branduardi, che da decenni esplora il patrimonio musicale antico e la figura del Poverello d’Assisi.
La trama dello spettacolo ripercorre le due anime del Patrono d’Italia:
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Il Francesco della devozione: i racconti popolari che hanno segnato l’immaginario collettivo, dall’incontro con il lupo di Gubbio alla predica agli uccelli, fino al mistero delle stimmate.
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Il Francesco della storia: la giovinezza, la svolta radicale della conversione, il gesto dirompente della spoliazione dei beni davanti al Vescovo, il complesso confronto con la Curia romana, la nascita dell’Ordine e lo straordinario viaggio di pace in Terra Santa durante le Crociate per incontrare il Sultano d’Egitto.
Un momento di pura poesia: la stella cadente sulla Cava
Proprio nel bel mezzo dello spettacolo, mentre le note medievali di Branduardi si fondevano con la voce di Cazzullo nella suggestiva cornice a cielo aperto della cava, il pubblico ha vissuto un momento di autentica magia: una luminosa stella cadente ha solcato il cielo estivo accanto al palco, strappando un mormorio di meraviglia tra le centinaia di spettatori presenti. Un dettaglio fiabesco e inaspettato, che è sembrato quasi un omaggio spontaneo della natura al Cantico delle Creature celebrato in scena.
L’attualità del Santo e il gran finale festoso con i classici di Branduardi
Un punto centrale del racconto di Aldo Cazzullo — emerso con forza durante l’interpretazione — risiede nell’estrema modernità della figura francescana: «Francesco è una figura incredibilmente attuale: amava gli animali in un’epoca in cui erano considerati meri oggetti, trattava le donne da pari a pari e predicava la consapevolezza che nessuno si salva da solo, ma ognuno si salva insieme a tutta l’umanità e al resto della creazione.»
Il percorso si è poi ampliato all’eredità lasciata dal Francescanesimo lungo i secoli (da Dante Alighieri e Cristoforo Colombo a Sant’Antonio da Padova, Padre Pio e Papa Francesco). Ma le sorprese della serata non si sono esaurite con la conclusione del racconto teatrale.

Sul finale, Angelo Branduardi ha sciolto ogni rigore di scena per regalar un fuori programma memorabile: imbracciato il violino, il Maestro ha allietato la platea intonando due dei suoi capolavori più celebri e amati di sempre, “La pulce d’acqua” e “Alla fiera dell’est”. Tra il battito delle mani e un coro spontaneo che ha unito l’intera Cava di Roselle, lo spettacolo si è chiuso in una vera e propria festa di musica e condivisione.

