Home AttualitàPiazza della Libertà, l’Anpi: “Bene intervento del Comune, ma non è stato risolutivo”

Piazza della Libertà, l’Anpi: “Bene intervento del Comune, ma non è stato risolutivo”

di Redazione
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Grosseto. Dopo aver segnalato all’assessorato competente lo stato di abbandono della rotonda in piazza della Libertà di Grosseto, abbiamo preso atto dell’intervento effettuato in data 31 luglio per darle una sistemazione. La rotonda ospita il monumento ai caduti per la liberazione del nostro Paese”.

A dichiararlo, in un comunicato, è il presidente della sezione “E. Palazzoli” dell’Anpi di Grosseto, Romeo Carusi.

“La sezione Anpi ‘Elvio Palazzoli’ considera di fondamentale importanza la cura di tutti i luoghi in cui sono esposti monumenti della memoria che richiamano la lotta di liberazione e la Resistenza da cui è nata la nostra Repubblica e la nostra Costituzione antifascista – continua la nota –. Questo per non dimenticare coloro che si sono spesi fino all’estremo sacrificio affinchè si realizzassero quegli ideali di democrazia, di pace, di libertà, di ugualianza e di convivenza civile cui dobbiamo prestare massima attenzione e cura. Vogliamo sperare che questo intervento (taglio dell’erba secca e pulitura) non sia risolutivo e che prossimamente si voglia dare una sistemazione migliore ad un luogo che merita una manutenzione costante, come del resto viene fatto in altre rotonde della città, ne guadagnerebbe tutta l’opera della green way di via dei Barberi”.

“Ringraziamo tutti quei cittadini che si sono indignati per l’abbandono del luogo ed hanno fatto in modo che chi di dovere intervenisse prontamente. I luoghi della memoria sopravvivono se la comunità locale ne riconosce il valore collettivo – termina il comunicato -. Preservare, curare, mantenere non significa ‘cristallizzare’ o congelare un luogo, ma renderlo in grado di parlare al presente, ricordare che quei caduti non sono morti invano e fare in modo che i valori per cui hanno combattuto non vengano stravolti. La libertà e la democrazia non sono conquiste definitive, ma beni precari che richiedono una cura costante, civile e consapevole da parte di ciascuno di noi”.

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