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Grosseto. Amori e vendette, menzogne e duelli, misteri e rivelazioni. Tutti gli ingredienti di una storia epica e popolare, come solo le grandi opere liriche sanno essere.
Uno dei più grandi capolavori del genere è “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, che andrà in scena sabato 25 luglio alle 21.15 in piazza Dante a Grosseto con l’Orchestra sinfonica “Città di Grosseto”, diretta dal maestro Damiano Tognetti, e il Laboratorio corale del centro studi musicali “Ferruccio Busoni” (maestro del coro Nicoletta Cantini), per la regia di Roberta Ceccotti. I biglietti (primo settore 35 euro interi, 30 euro ridotti; secondo settore 25 euro interi, 20 euro ridotti) sono in prevendita online su www.vivaticket.com e nelle rivendite autorizzate, come la Tabaccheria Stolzi in via Roma 58 a Grosseto. Saranno in vendita anche in piazza Dante, prima dello spettacolo. In caso di pioggia la rappresentazione si terrà al Teatro Moderno.
È una produzione dell’Orchestra sinfonica “Città di Grosseto” con la direzione artistica di Antonio Di Cristofano, il patrocinio della Regione Toscana e dell’assessorato alla cultura del Comune di Grosseto, in collaborazione con Sistema e il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e di Fondazione Grosseto Cultura.
«La grande opera lirica – sottolinea il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – torna a essere protagonista nel cuore della nostra città, trasformando ancora una volta piazza Dante in un teatro a cielo aperto. È un appuntamento che arricchisce l’estate grossetana e conferma la volontà dell’amministrazione comunale di investire in una proposta culturale di qualità, capace di avvicinare un pubblico sempre più ampio alla musica e al patrimonio operistico italiano. La messa in scena de “Il trovatore” rappresenta un’occasione preziosa per valorizzare il talento di artisti, musicisti e coristi, frutto della collaborazione tra realtà culturali che operano con passione sul nostro territorio. Ringrazio l’Orchestra sinfonica “Città di Grosseto”, il direttore artistico Antonio Di Cristofano, tutti i protagonisti dello spettacolo e i partner che hanno reso possibile questa produzione. Siamo orgogliosi di offrire ai cittadini e ai tanti visitatori un evento di così alto livello, che contribuisce a rendere Grosseto una città sempre più viva, attrattiva e protagonista nel panorama culturale toscano».
«Portare un capolavoro come “Il Trovatore” in piazza Dante – aggiunge l’assessore alla cultura, Luca Agresti – significa rendere la grande opera accessibile a tutti e offrire alla città un’esperienza culturale di altissimo livello in uno dei suoi luoghi più rappresentativi. La lirica è un patrimonio che continua a emozionare e a parlare a pubblici di ogni età, e iniziative come questa dimostrano come la cultura possa vivere negli spazi urbani, diventando occasione di incontro, condivisione e crescita. Questa produzione è il risultato di un importante lavoro di squadra tra istituzioni e realtà musicali del territorio, che ringrazio per la professionalità e l’impegno. Il sostegno a progetti di questa qualità rientra nella visione dell’amministrazione comunale di una cultura diffusa, capace di valorizzare le eccellenze locali e di proporre eventi che qualificano l’offerta culturale di Grosseto, rendendola sempre più attrattiva anche per chi sceglie la nostra città durante l’estate».
«Mettere in scena un’opera lirica comporta una produzione decisamente impegnativa da parte dell’Orchestra – dichiarano Giulio De Simone e Antonio Di Cristofano, presidente e direttore artistico dell’Orchestra sinfonica “Città di Grosseto” –, ma è un compito del quale ci facciamo carico con grande orgoglio, non solo per il valore artistico di un capolavoro universale come “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi ma soprattutto per la possibilità di condividere quest’esperienza con tutta la nostra comunità, trasformando ancora una volta la piazza principale della città in un teatro a cielo aperto. Vivere la rappresentazione di un’opera lirica è un’emozione straordinaria e così sarà anche sabato 25 luglio, grazie al talento di chi si esibisce sul palco e di chi lavora dietro le quinte. Questo è un progetto corale, che non sarebbe possibile realizzare senza il contributo delle istituzioni, dei partner e dei sostenitori, che ringraziamo. E ora aspettiamo tutti in piazza Dante per vivere insieme un’opera senza tempo».
L’opera lirica
“Il Trovatore” è una delle opere liriche più celebri: rappresentata in prima assoluta – con grande successo di pubblico – il 19 gennaio 1853 al Teatro “Apollo” di Roma, assieme al “Rigoletto” e “La traviata” fa parte della cosiddetta “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi.
È un dramma in quattro atti la cui trama ruota attorno a un triangolo amoroso, a tragici scambi di persona e a una terribile vendetta: due fratelli, cresciuti all’insaputa l’uno dell’altro, si scontrano mortalmente per l’amore della stessa donna. La vicenda si svolge in Spagna all’inizio del XV secolo. In principio viene narrata la storia del rapimento del figlio minore del vecchio Conte di Luna da parte della gitana Azucena per vendicare la madre, giustiziata per aver compiuto un maleficio. Successivamente si intreccia la vicenda d’amore tra Leonora, nobile amata dal giovane Conte di Luna, e il trovatore Manrico. Attraverso gelosie, roghi, duelli e menzogne, solo alla fine si scoprirà la vera identità del “Trovatore”, il figlio del Conte rapito, prima del tragico epilogo.
Il cast
Pedro Carrillo interpreterà Il Conte di Luna; Alessia Battini sarà Leonora; Benedetta Mazzetto sarà Azucena; Ugo Tarquini interpreterà il ruolo di Manrico; Theodoros Zogopoulos sarà Ferrando; Chiara Ramello sarà Ines; a Daniele Brandinelliil ruolo di Ruiz; Andrea Pardini impersonerà un vecchio gitano, mentre Marco Comparini sarà un messo.
In scena anche il coro del Centro studi musicali “Ferruccio Busoni”. Soprani: Sevilay Bayoz, Annarita Dallamarca, Maria Papamichalopoulou, Maria Luisa Pepi, Cristina Preti, Virginia Puccini. Mezzosoprani: Federica Calasso, Marta Corti, Maria Luce Menichetti, Lisa Pastine. Contralti: Alessia Baldinotti, Marzena Kawecka, Francesca Lotti. Tenori I: Marco Bellagamba, Omar Bresciani, Marco Comparini, Massimo Cosmelli, Simone D’Amico, Maurizio Giambini, Sandro Sbriccoli, Tommaso Tomboloni. Tenori II: Daniele Brandinelli, Franco Bocci, Leonardo Castellani, Siesto Mentore. Baritoni: Giovanni Ferrisi, Andrea Marmugi, Christopher Orsi, Giuseppe Pinochi. Bassi: Alessandro Franchini, Marco Magini, Andrea Pardini, Meng Wei.
Il Laboratorio corale del Centro studi musicali “Ferruccio Busoni” è nato nel 2024, durante il centenario busoniano, in occasione della formazione del coro per la “Turandot” di Busoni. Nel 2025 l’esperienza si è ripetuta per Il cappello di paglia di Firenze di Rota. I partecipanti sono scelti tramite audizione da Lorenzo Ancillotti, direttore artistico del Centro, e dal maestro del coro incaricato, Simone Faraoni per questa occasione. Assieme a cantanti che hanno già esperienza di canto corale, la formazione comprende giovanissime voci che per la prima volta si esibiranno nella cornice di una vera e propria produzione concertistica.
Damiano Tognetti, violinista e direttore d’orchestra, si è diplomato in violino all’Istituto “Boccherini” di Lucca e si è perfezionato alla Scuola di musica di Fiesole. Ha studiato direzione d’orchestra con Ennio Nicotra all’Accademia “Steinway” di Torino e con Alessandro Pinzauti al Conservatorio “Cherubini” di Firenze. Ha vinto numerosi concorsi nazionali, si esibisce in tournée in tutta Europa, Sud America, Cina, Giappone e Asia centrale, e dirige varie formazioni, tra cui l’Orchestra sinfonica di Sanremo, l’Orchestra da camera fiorentina, l’Orchestra toscana classica, l’Orchestra di Bacău e l’Orchestra sinfonica del Teatro Nacional Claudio Santoro di Brasilia, affrontando repertori sinfonici e operistici e collaborando con prestigiosi solisti internazionali. Nella sua carriera ha collaborato anche con musicisti di rilievo quali Riccardo Muti, Claudio Abbado, Giuseppe Andaloro, Andrea Lucchesini, Rudolf Buchbinder, Ilya Grubert, Uto Ughi e Salvatore Accardo. Nel febbraio 2025 ha diretto la Connecticut Virtuosi Chamber Orchestra alla Carnegie Hall di New York.
Roberta Ceccotti, regista d’opera e soprano, si è diplomata in canto al Conservatorio di Livorno, si è formata alla Fondazione Pontedera Teatro e successivamente ha approfondito la regia lirica a Orvieto SpazioMusica, Ars Nova di Livorno, all’Accademia teatrale del Veneto e a Venezia InScena, collaborando con numerosi registi. La sua esperienza pluriennale come interprete lirica è la base della sua visione registica, centrata sul rapporto tra gesto, parola e costruzione drammaturgica del personaggio. Come regista ha firmato produzioni di opere dal repertorio settecentesco al repertorio novecentesco, da “La serva padrona” di Pergolesi e “Bastiano e Bastiana” di Mozart a “L’Histoire du soldat” di Stravinskij e “Il segreto di Susanna” di Wolf-Ferrari. Svolge anche un’intensa attività organizzativa e progettuale: è fondatrice e presidente di Orfeo InScena-Cantiere Lirico Permanente, con cui realizza stagioni liriche e produzioni operistiche per enti pubblici e istituzioni culturali.

