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L’opposizione: “La maggioranza apre alla remigrazione per nascondere il fallimento sulla sicurezza”

di Redazione
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Grosseto. Il Consiglio comunale di Grosseto apre alla remigrazione. Dopo un acceso dibattito, è stato approvato l’ordine del giorno presentato dalla Lega per chiedere un “rafforzamento delle politiche di rimpatrio” nei confronti dei migranti irregolari e dei cosiddetti “soggetti non integrati”. A votare a favore Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Forza Italia, sindaco compreso.

Contrari Partito Democratico, Grosseto Città Aperta e Azione, mentre I Love Grosseto ha scelto di non partecipare la voto.

“Nonostante il tentativo di edulcorare il testo della proposta, il significato politico dell’ordine del giorno è stato ampiamente esplicitato dal consigliere proponente, sia in commissione che nell’aula consiliare, dove anche altri esponenti della maggioranza hanno ben chiarito le loro posizioni, tirando fuori la retorica della remigrazione, compresa la teoria complottista della sostituzione etnica – si legge in una nota dei gruppi consiliari di Grosseto Città Aperta, Partito Democratico, Azione -. Non è un caso. Il primo firmatario dell’ordine del giorno, il consigliere leghista Tornusciolo, è tra gli aderenti al comitato promotore della proposta di legge di CasaPound sulla remigrazione che, ricordiamo, prevede al primo punto ‘l’abrogazione della programmazione annuale dei flussi per motivi di lavoro’. Al di là di ogni altra considerazione, ci domandiamo che idea abbia questa destra del nostro sistema Paese. Non solo sul piano sociale e culturale, ma anche su quello economico.  E la risposta non può che preoccupare”.

“Come alcuni frasi shock pronunciate questa mattina da una consigliera fautrice della remigrazione, riferendosi ai migranti: ‘Se si vogliono, bisogna saperli tenere’ – prosegue il comunicato. Come se i migranti fossero oggetti, o animali d’affezione, che qualcuno ha voluto far entrare per diletto nel nostro Paese. Noi respingiamo questa rappresentazione. I migranti, volendo citare le parole espresse da Papa Leone XIV proprio sulla remigrazione, sono ‘persone che hanno dovuto uscire dai loro Paesi per tante ragioni: violenza, guerra, conflitti. Semplicemente dire li mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana’. Le politiche di remigrazione, invece, vanno esattamente in questa direzione. E il punto è proprio questo: la remigrazione non è una politica migratoria. È una politica razziale, identitaria e discriminatoria. Non punta davvero a colpire gli autori di reati, perché per quello esistono già il codice penale, le misure di sicurezza, le espulsioni nei casi previsti dalla legge e i rimpatri degli stranieri irregolari quando concretamente praticabili, così come già esistono e vengono praticati da anni i rimpatri volontari degli stranieri”.

“La remigrazione punta invece a costruire un’idea di società fondata sull’espulsione di intere categorie di persone, selezionate non per responsabilità individuali, ma per origine, appartenenza culturale o presunta ‘non assimilabilità’. In definitiva, per il loro profilo etnico – sottolinea l’opposizione. Espulsioni da realizzare direttamente attraverso la deportazione, come dichiarato pubblicamente da Vannacci, in linea con la posizione dell’ideologo della remigrazione Martin Sellner, che ha proposto al principale partito di destra tedesco, Alternative für Deutschland, un piano di deportazione di due milioni di stranieri in un paese dell’Africa settentrionale. Oppure da realizzare indirettamente, cancellando le prestazioni sociali per i residenti che non rispettano ‘i nostri valori’. Come quando la Lega propose di abrogare il divieto dei medici di segnalare all’autorità giudiziaria pazienti stranieri non in regola. Di fatto impedendo di garantire, come doverosamente garantisce la legge italiana anche agli ‘irregolari’, la tutela della maternità e della gravidanza, la tutela della salute dei minori, gli interventi di profilassi internazionale e la cura delle malattie infettive!.

“È esattamente ciò che emerge dalle piattaforme politiche della remigrazione in Europa: non solo rimpatri di persone irregolari, ma pressione all’uscita anche verso stranieri regolarmente presenti, cittadini naturalizzati, seconde generazioni, famiglie integrate, lavoratori, persone che vivono, studiano e pagano le tasse nei nostri territori – prosegue il comunicato -. Chi parla di remigrazione non parla di concetti astratti. Parla di persone in carne e ossa. Solo nel nostro comune vivono e lavoro circa ottomila stranieri. Dalla badante che assiste i nostri anziani all’operaio agricolo nelle campagne. Dalla lavoratrice negli alberghi della costa al muratore, dal lavapiatti alla colf e al rider che entrano nelle case delle famiglie grossetane. Chi parla di remigrazione parla dei bambini e delle bambine che vanno a scuola con i nostri figli. Dei ragazzi nati o cresciuti qui, che parlano italiano, giocano negli stessi campi sportivi, frequentano gli stessi parchi, vivono gli stessi quartieri. La remigrazione non colpisce solo chi commette reati o chi non ha titolo per restare. La remigrazione mette sotto accusa un’intera parte della società. Non guarda a ciò che una persona ha fatto, ma a ciò che una persona è: da dove viene, di che colore ha la pelle, quanto viene considerata ‘assimilabile’. Questa non è sicurezza. E’ una visione etnica della cittadinanza e della convivenza civile”.

“La sicurezza urbana è una cosa seria. La convivenza nei quartieri è una cosa seria. La gestione dei flussi migratori è una cosa seria. La marginalità sociale, lo sfruttamento lavorativo, il degrado urbano, la tratta, l’irregolarità e la criminalità vanno affrontati con strumenti reali. Non con le parole d’ordine di CasaPound e dell’estrema destra, supinamente accettate da partiti che si proclamano ‘moderati’. Servono politiche migratorie serie, canali regolari di ingresso, controlli sul lavoro nero, accordi internazionali realmente efficaci, percorsi di integrazione, mediazione sociale, presidio del territorio, sicurezza urbana integrata, servizi pubblici, politiche abitative e contrasto alla marginalità. Tutto quello che manca in Italia e tutto quello che, da un decennio, manca anche a Grossetotermina la nota -. L’ordine del giorno approvato oggi non risolve nulla. Serve solo a coprire con la propaganda il fallimento di chi governa”.

Simiani: “La destra si toglie la maschera”

“Quanto avvenuto nel Consiglio comunale di Grosseto rappresenta uno spartiacque politico. La maggioranza di destra ha approvato un ordine del giorno che richiama il concetto di ‘remigrazione’, un termine che, al di là del suo significato originario, è oggi divenuto uno slogan dell’estrema destra europea, utilizzato per sostenere politiche di rimpatrio che, nelle formulazioni più radicali, possono estendersi ben oltre il contrasto all’immigrazione irregolare. Con questo voto cade definitivamente la narrazione di una maggioranza composta anche da un’area moderata, civica e liberale. Chi si è sempre definito espressione del moderatismo ha scelto di sostenere un atto che richiama parole d’ordine proprie della destra xenofoba, assumendosene pienamente la responsabilità politica.

Le istituzioni hanno il dovere di affrontare il tema dell’immigrazione nel rispetto della legalità, della dignità della persona e dei principi che fondano il nostro ordinamento democratico. Per questo riteniamo che il voto espresso dalla maggioranza rappresenti un allontanamento dai valori sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che pongono al centro la dignità umana, l’uguaglianza, la non discriminazione e il rispetto dei diritti fondamentali. Grosseto merita una politica capace di garantire sicurezza, legalità e coesione sociale senza ricorrere a slogan divisivi o a concetti che evocano una società fondata sull’esclusione. Per questo esprimiamo la nostra più ferma contrarietà all’approvazione dell’ordine del giorno e chiediamo che il confronto politico torni a misurarsi con proposte concrete, rispettose dei valori costituzionali ed europei sui quali si fonda la nostra democrazia”: è quanto dichiara il deputato del Pd Marco Simiani.

Sinistra Italiana: “La maggioranza approva propaganda razzista”

“Quello approvato dalla maggioranza di centrodestra nel Consiglio comunale di Grosseto è un atto politico gravissimo. Lega, Fratelli d’Italia e una parte delle forze che si definiscono moderate hanno scelto consapevolmente di portare dentro le istituzioni la propaganda razzista della remigrazione, trasformando gli stranieri nel capro espiatorio utile a nascondere anni di fallimenti sulla sicurezza”. Lo dichiarano Dario Danti, segretario regionale di Sinistra Italiana Toscana, e Nicola Menale, segretario provinciale di Sinistra Italiana Grosseto.

“Usare un fatto di cronaca per criminalizzare un’intera comunità è un’operazione cinica, irresponsabile e indegna. Le responsabilità penali sono individuali. La remigrazione, invece, colpisce le persone per ciò che sono, per la loro origine, per il colore della pelle e per una presunta mancata assimilazione. Non è sicurezza: è discriminazione istituzionalizzata – continuano Danti e Menale -. È ancora più vergognoso che questo atto sia stato approvato dalla maggioranza che governa la città, compreso chi continua a presentarsi come moderato. Così il centrodestra legittima parole d’ordine nate negli ambienti di CasaPound e dell’estrema destra, alimentando odio, sospetto e divisione sociale”.

“La verità che questa destra nasconde è che, soprattutto nella provincia di Grosseto, sono proprio i cittadini stranieri ad aver impedito la morte di molti territori. Hanno tenuto aperte scuole, sostenuto uffici postali, assistenza, agricoltura, turismo e attività economiche. Senza di loro molti comuni sarebbero oggi paesi fantasma, svuotati di abitanti e privati dei servizi fondamentali – terminano Danti e Menale -. Chi governa Grosseto da anni non ha saputo garantire più sicurezza, più servizi e più coesione sociale. Ora la stessa maggioranza prova a coprire la propria incapacità alimentando paura e razzismo. È una scelta politica miserabile, pericolosa e incompatibile con una comunità civile e democratica”.

Rifondazione Comunista: “Maggioranza raccapricciante”

“Oggi il Consiglio comunale di Grosseto ha approvato a maggioranza un ordine del giorno sulla remigrazione – si legge in una nota di Rifondazione Comunista -. È con grande raccapriccio che dobbiamo constatare che ancora una volta la maggioranza che amministra la nostra città vuole distinguersi in questa corsa all’abbrutimento e al disprezzo del senso di umanità. Il generale Vannacci, con i suoi proclami razzisti, sta raggiungendo l’obiettivo. Affermando che 0esistono culture non compatibili con la nostra0 in realtà sta spazzando via millenni di storia dei popoli che si definisce tale proprio in virtù delle contaminazioni da sempre esistite che sono state le culle della civiltà. Questo soggetto, e chi la pensa come lui, vorrebbe deportare dall’Italia tutti gli immigrati anche regolari che, pur non avendo commesso alcun reato, apparterrebbero a culture non compatibili con la nostra. Intende deportare centinaia di migliaia di persone che non hanno commesso alcun reato nemmeno più su base razziale, ma su base culturale”.

“Come siamo arrivati a questo punto? Proprio in queste ore è stata ricordata la frase ‘Livellate Gaza’.  Com’è possibile che anche la nostra città abbia raggiunto questo livello di aberrazione? Che anche i partiti che si dichiarano moderati accettino supinamente questo modello sempre più vicino al nazismo? Noi non possiamo accettarlo, dobbiamo con tutte le nostre forze provare ad invertire la rotta, impedendo che i grossetani si facciano irretire dalla crudeltà e dalla barbarie di chi porta avanti queste idee – termina il comunicato -. Restiamo umani”.

Sinistra Civica Ecologista: “Il razzismo entra nelle istituzioni”

“Il Consiglio comunale di Grosseto ha approvato un ordine del giorno sulla remigrazione. Una parola entrata nel nostro vocabolario per non pronunciarne un’altra, deportazione. Non è un incidente locale, è un segnale politico preciso. La destra italiana, come già negli Usa di Trump, porta avanti politiche apertamente razziste, costruite sull’idea di purezza della razza, e ha deciso di calarle nelle amministrazioni dei nostri territori.

Non è una politica migratoria. È una politica razziale, identitaria e discriminatoria. Non guarda a ciò che una persona ha fatto, ma a ciò che è. Da dove viene, di che colore ha la pelle. È una visione etnica della cittadinanza che oggi entra nelle aule istituzionali. Grave è la resa dei cosiddetti moderati. A Grosseto hanno votato a favore Lega, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Forza Italia, sindaco compreso. Papa Leone XIV sulla remigrazione ha detto: ‘Semplicemente dire li mandiamo via, così ci laviamo le mani del problema, non mi sembra la risposta più cristiana’. L’ordine del giorno votato a Grosseto va nella direzione opposta. Non si governano sicurezza e flussi migratori con parole che riportano al periodo più buio della nostra storia.

Fu proprio in Toscana, a San Rossore, che vennero firmate le leggi razziali. Sinistra Civica Ecologista lancia un appello a tutte le forze progressiste e autenticamente moderate. Di fronte a questo imbarbarimento è il momento di reagire e costruire un’alternativa fondata su politiche sociali, integrazione e convivenza civile”.

Lo rende noto Sinistra Civica Ecologista.

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