Gavorrano (Grosseto). “Il 29 novembre scorso, davanti al presidente della Regione Eugenio Giani, alla sindaca Stefania Ulivieri e a numerose autorità, il nuovo campo multifunzionale di Giuncarico veniva inaugurato come simbolo di sport, aggregazione e comunità”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Noi, per Gavorrano!, gruppo di opposizione nel Consiglio comunale di Gavorrano.
“In quella giornata il governatore Giani scese perfino in campo per testare la nuova struttura, finendo anche a terra durante uno scambio tra le risate dei presenti. Una scena che voleva trasmettere l’idea di un impianto finalmente restituito ai cittadini – continua la nota -. Oggi, a distanza di quasi otto mesi, la realtà è ben diversa: il cancello è ancora chiuso con un lucchetto e il campo non è mai stato realmente a disposizione della comunità. Si tratta di un’opera costata quasi 500mila euro di risorse pubbliche, che anziché essere vissuta da bambini, ragazzi e famiglie, resta inutilizzata dietro un cancello chiuso. La domanda è semplice: perché?
“Se l’amministrazione intende affidare la gestione del campo a un soggetto esterno, lo dica chiaramente ai cittadini, indicando tempi e modalità – prosegue il comunicato –. Ma, fino a quel momento, quale motivo giustifica il mantenimento del cancello chiuso con un lucchetto? Perché privare la comunità di un impianto pubblico già completato, inaugurato e pagato con quasi mezzo milione di euro di risorse pubbliche? Un’opera realizzata per promuovere lo sport e l’aggregazione non può rimanere inutilizzata per mesi. L’immagine più amara è quella che ogni giorno si vede a Giuncarico: mentre il nuovo campo resta deserto e sbarrato, i bambini continuano a rincorrere un pallone per le vie del paese, come si faceva una volta. E questo non perché manchi uno spazio adeguato, ma perché quello che c’è viene tenuto chiuso. È difficile comprendere il senso di questa scelta. Un bene pubblico dovrebbe essere vissuto dai cittadini, non trasformarsi in una vetrina da inaugurare e poi lasciare inutilizzata”.
“Per questo rivolgiamo un appello alla sindaca: tolga quel lucchetto. I bambini non hanno bisogno di un cancello chiuso. Hanno bisogno di un campo aperto. Restituisca ai ragazzi di Giuncarico uno spazio che appartiene alla loro comunità. Se in futuro sarà necessario disciplinarne l’utilizzo o affidarne la gestione, lo si faccia nei modi e nei tempi previsti. Ma fino ad allora non c’è alcuna ragione che giustifichi la chiusura totale di un impianto sportivo nuovo e perfettamente funzionante – termina la nota –. Le opere pubbliche non si misurano dalla riuscita del taglio del nastro, ma dalla loro capacità di migliorare concretamente la vita dei cittadini. Oggi il campo multifunzionale di Giuncarico rischia invece di diventare il simbolo di un investimento importante che, almeno per ora, nessuno può utilizzare”.

