Home GrossetoBragaglia e Vasellini: “La Lega scopre la remigrazione quando i buoi sono già scappati”

Bragaglia e Vasellini: “La Lega scopre la remigrazione quando i buoi sono già scappati”

di Roberto Lottini
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Grosseto.Oggi in Consiglio comunale, a Grosseto, abbiamo assistito all’ennesima operazione di archeologia politica della Lega grossetana: un partito in caduta libera, ridotto a un solo consigliere, Gino Tornusciolo, ha improvvisamente rispolverato la ‘remigrazione’, tentando di venderla come una grande battaglia identitaria”.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i consiglieri comunali Andrea Vasellini e Alessandro Bragaglia.

“Peccato che noi avessimo già provato per ben tre volte a portare questo tema in Consiglio, trovandoci davanti il muro della stessa maggioranza – continua la nota -. Allora Fratelli d’Italia non voleva disturbare l’elettorato moderato, Forza Italia non voleva sentir parlare di remigrazione e la Lega non gradiva essere superata a destra. Oggi, con il consenso che evapora, gli stessi protagonisti tentano di intestarsi una battaglia che avevano contribuito ad affossare. Una conversione tardiva, interessata e decisamente poco credibile. Il capolavoro politico lo ha però offerto l’assessore alla sicurezza Riccardo Megale. Incalzato dall’avvocato Vasellini, non è stato capace di dire chiaramente se sia favorevole o contrario alla remigrazione. Del resto, in una precedente intervista aveva già preso le distanze da quella linea, rinnegando pubblicamente il retaggio culturale e politico del partito che rappresenta. Insomma: la Lega presenta la remigrazione, ma il suo assessore alla sicurezza non ha il coraggio di sostenerla. Né quello di bocciarla apertamente. Più che una linea politica, una crisi d’identità”.

“Nel frattempo, il Parlamento europeo ha già approvato un nuovo e severo regolamento sui rimpatri – sottolinea il comunicato -. La Lega grossetana arriva dunque fuori tempo massimo, con un ordine del giorno pleonastico, privo di effetti concreti e costruito soltanto per parlare alla pancia degli elettori. Per riuscire persino a discuterlo, si è dovuto assistere a una piccola operazione di sopravvivenza consiliare: paura di perdere il numero legale, tentativo di anticipare il punto, inserimento al settimo posto da parte del presidente Turbanti senza una reale condivisione politica, uscita polemica di Tornusciolo e successivo richiamo all’ordine da parte di Megale. E, naturalmente, è stata richiamata in soccorso anche Rita Bernardini, ormai stampella indispensabile della maggioranza e della Lega. Il passaggio ufficiale potrà anche non essere ancora avvenuto, ma politicamente il matrimonio sembra già consumato: quando la maggioranza traballa, Bernardini arriva, vota e salva il banco”.

“Il risultato finale è politicamente disastroso: Gabrielli vota contro, Vasellini e Bragaglia non partecipano al voto e la maggioranza si spacca su un documento inutile, tardivo e contraddittorio. Vasellini e Bragaglia possono almeno rivendicare una cosa: quando hanno sollevato il tema, lo hanno fatto prima, controcorrente e pagando politicamente la propria coerenza. La Lega, invece, arriva dopo. Quando la strada è già stata aperta, il regolamento europeo è stato approvato e i buoi sono ormai scappati dalla stalla. A quel punto, più che il coraggio politico, resta solo lo stalliere – termina la nota -. E pure quello sembra non sapere da che parte stare”.

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