Grosseto. “Fa sorridere che proprio il Partito Democratico provi a impartire lezioni sulla gestione della crisi idrica”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Simona Petrucci, senatrice grossetana di Fratelli d’Italia.
“Da quale pulpito arriva questa predica? La Toscana è governata dalla sinistra da decenni e se oggi ci troviamo ancora a fare i conti con emergenze lo si deve ai mostruosi ritardi accumulati nel tempo, alle infrastrutture incomplete, agli invasi mai realizzati nei tempi previsti e alle opere che si trascinano per anni – continua la nota -. La responsabilità, va detto con chiarezza, è innanzitutto di chi quel territorio lo amministra da sempre. Rivendicare che alcune risorse siano state stanziate dai Governi precedenti non assolve certo la Regione Toscana. I finanziamenti, da soli, non risolvono i problemi se le opere restano ferme nei cassetti. Lo dimostrano i continui ritardi che hanno caratterizzato tanti interventi strategici, con costi lievitati nel tempo e cittadini ancora in attesa di infrastrutture essenziali. Basti pensare alle ormai famose casse di espansione sull’Arno, che per colpa di pesanti ritardi hanno visto i costi lievitare del 270%, che avrebbero inoltre una doppia funzionalità: da un lato la mitigazione del rischio, dall’altro le risorse da distribuire ai territori per le irrigazioni o per emergenze idriche. Stesso discorso va fatto per la cassa di espansione di Albinia e, parlando della Maremma e del senese, come non fare riferimento al progetto già approvato da decenni e poi messo incredibilmente a dormire in un cassetto di un grande invaso in località Pian di Feccia, da ottenersi tramite lo sbarramento del fiume Merse, che da solo risolverebbe i problemi di entrambe le province”.
“Per la prima volta esiste invece un Governo che ha affrontato la questione con una visione organica – sottolinea Petrucci –. Il Decreto Siccità ha riprogrammato in concreto gli stanziamenti del Pnrr, che altrimenti sarebbero rimasti sulla carta, con 2 miliardi dedicati alle infrastrutture idriche primarie come dighe e adduzioni, ha istituito un Commissario straordinario, ha semplificato le procedure autorizzative, accelerato la realizzazione delle opere e avviato un Piano nazionale delle infrastrutture idriche per affrontare strutturalmente gli effetti della crisi climatica. Ed è importante ricordare anche lo sblocco di circa 1 miliardo di euro grazie all’aggiornamento del Piano nazionale per la sicurezza nel settore idrico, che mira a riparare i guasti, digitalizzare la rete e potenziare gli acquedotti. È questo il cambio di passo che l’Italia attendeva: non solo azioni in emergenza, ma programmazioni pluriennali. Tutto questo poteva essere realizzato da tempo: noi abbiamo agito con tempestività e soprattutto semplificando la giungla normativa per fare in modo che questi soldi potessero essere spesi anche da una regione come la Toscana, campione di ritardi”.
“Il Pd quindi scopre oggi la sete, ma dimentica di spiegare perché, dopo anni di governo della Regione Toscana, tante opere siano ancora incompiute – termina il comunicato -. Alzare un polverone è semplice, molto più difficile è governare con efficienza, rispettare i cronoprogrammi e trasformare le risorse disponibili in cantieri e infrastrutture al servizio dei cittadini. È esattamente ciò che il Governo Meloni sta facendo, mentre altri continuano a cercare alibi per coprire le proprie responsabilità”.

