Follonica (Grosseto). Nel Consiglio comunale aperto di Follonica dedicato all’Urban Center, il consigliere comunale Giacomo Manni (gruppo misto) è intervenuto esprimendo apprezzamento per le linee guida presentate, ma chiedendo all’amministrazione coerenza tra i principi annunciati e gli atti che verranno adottati nei prossimi mesi.
«Riconosco – ha dichiarato Manni – che il percorso dell’Urban Center segna un passo nella giusta direzione, soprattutto su due temi che considero centrali: la resilienza al cambiamento climatico e la qualità dell’abitare. A Follonica questi aspetti riguardano gli allagamenti, le isole di calore, la vivibilità degli spazi pubblici, ma anche la difficoltà dei giovani nel trovare casa, il calo demografico e la necessità di una città che sia vissuta dodici mesi l’anno».
Manni ha tuttavia richiamato l’urgenza di trasformare gli indirizzi generali in atti amministrativi coerenti: «Sarà decisivo capire come queste linee guida verranno integrate negli strumenti di governo del territorio: nella pianificazione urbanistica, nelle politiche della mobilità sostenibile, nelle scelte sullo spazio pubblico e soprattutto nelle varianti urbanistiche che arriveranno. Se le linee guida restano sulla carta e le decisioni vanno in direzione opposta, l’Urban Center rischia di diventare un libro dei sogni»-
Nel suo intervento, il consigliere ha anche evidenziato un’assenza significativa: «Non posso non rilevare la mancanza dell’architetto David Fantini, coordinatore scientifico del percorso. Lo dico con rispetto e senza polemica personale: Fantini è un professionista autorevole e una persona che stimo, ma proprio per questo la sua assenza pesa e pone una domanda politica sulla continuità e sulla capacità dell’amministrazione di sostenere il progetto che ha avviato.»
Manni ha concluso confermando la disponibilità a contribuire con spirito costruttivo: «Da parte mia c’è piena disponibilità a lavorare quando si tratterà di trasformare visioni in norme e principi in scelte reali. È lì che si misura la coerenza amministrativa ed è lì che si vedrà se l’Urban Center sarà davvero uno strumento della città e non solo della maggioranza».
E ha aggiunto un’ulteriore sollecitazione, richiamando lo spirito originario del progetto: «Un Urban Center è credibile solo se nasce da un vero percorso partecipativo, aperto e inclusivo, coinvolgendo cittadini, associazioni, scuole, professionisti e quartieri. Questo era quanto annunciato all’inizio,. con incontri pubblici poi mai realizzati, e questo deve tornare al centro. Se vogliamo costruire una visione condivisa della Follonica del futuro, la città deve essere protagonista, non spettatrice».
Foto di repertorio

