Follonica (Grosseto). È stata presentata questa mattina a Follonica l’associazione culturale LiberaMente, un nuovo progetto nato dal desiderio di creare in città uno spazio di incontro, dialogo e costruzione condivisa di idee e proposte legate al territorio.
“La partecipazione è stata straordinaria: oltre cinquanta persone hanno preso parte all’iniziativa, un numero così alto che non è stato possibile accoglierle tutte comodamente all’interno della sede – si legge in una nota dell’associazione –. Un segnale forte e incoraggiante, di presenza attiva, concreta e propositiva, che conferma la volontà di tante e tanti di mettersi in gioco e contribuire alla vita della comunità. Ad aprire l’incontro è stata Arianna, 22 anni, che ha sottolineato come LiberaMente aspiri a essere «uno spazio sicuro, in cui ciascuno possa esprimersi liberamente, senza sentirsi giudicato». Ha ricordato l’importanza di dare voce ai giovani: «Spesso si dice che sono il futuro, ma altrettanto spesso non esiste un luogo dove possano essere davvero ascoltati. Qui ho trovato un ambiente che accoglie e valorizza la voglia di fare, dove ognuno può dare il proprio contributo senza essere etichettato»”.
“È intervenuto poi Antonio, che ha raccontato il proprio legame con la città – prosegue il comunicato –: «Sono arrivato 12 anni fa e Follonica mi ha adottato. LiberaMente nasce anche per restituire ciò che la comunità ci dà ogni giorno». Ha indicato nell’ascolto il tratto distintivo del progetto: «Non un megafono per pochi, ma una piazza per tutti. Vogliamo che le persone si sentano parte attiva, non spettatrici: per questo la nostra associazione sarà sempre aperta». Il tema della partecipazione è stato approfondito da Germano, che ha evidenziato il crescente distacco tra cittadini e cosa pubblica: «Molti desiderano contribuire, ma non sanno da dove cominciare. LiberaMente vuole colmare questo vuoto: offrire uno spazio condiviso per chi ha idee, proposte o anche solo il desiderio di informarsi e partecipare». Germano ha richiamato l’attenzione su temi spesso marginali nel dibattito pubblico, come il diritto all’abitare: «Non siamo qui per dare risposte semplici, ma per mettere domande sul tavolo e costruire insieme percorsi e soluzioni»”.
“Daniela ha evidenziato la dimensione comunitaria del progetto – prosegue l’associazione -: «Oggi c’è bisogno di condividere idee, esperienze, energie. LiberaMente è un luogo di incontro, discussione e azione. Qui ho trovato entusiasmo, voglia di collaborare e di costruire insieme»”.
Tre temi cardine
Durante la presentazione sono stati delineati i tre ambiti prioritari che orienteranno il lavoro dell’associazione:
- resilienza climatica, per rendere Follonica più attenta e preparata ai cambiamenti in corso;
- diritto all’abitare, oggi messo a rischio dall’aumento dei costi delle case e degli affitti, che colpisce soprattutto giovani e famiglie.
- lavoro dignitoso, elemento essenziale per costruire progetti di vita stabili, oltre la precarietà diffusa.
A chiudere gli interventi è stato Giacomo Manni, che ha richiamato il senso umano del progetto: “LiberaMente nasce come spazio per ritrovarsi: per tornare a parlarci, ad ascoltarci, a riconoscerci parte della stessa comunità. La cultura, per noi, è questo: creare relazioni, condividere esperienze, dare valore alle persone e alle loro storie”.
Manni ha osservato come i tre temi cardine riguardino prima di tutto le persone: “Vogliamo una città dove nessuno sia costretto ad andarsene perché non trova una casa, un lavoro, un’opportunità. Il nostro obiettivo non è essere contro qualcuno, ma alimentare energie positive e costruire insieme risposte”.
“L’associazione culturale si propone dunque come uno spazio inclusivo e aperto, con l’obiettivo di contribuire al bene comune attraverso idee, impegno e partecipazione. Nei prossimi mesi LiberaMente organizzerà momenti di ascolto, incontri tematici e iniziative culturali, affrontando alcune delle principali sfide che riguardano la città, a partire dai bisogni delle persone – termina la nota –. LiberaMente non nasce contro qualcosa, ma per costruire insieme”.


