Home AmbienteGestione della vegetazione lungo l’Ombrone: prima riunione per Parco della Maremma e Consorzio di Bonifica

Gestione della vegetazione lungo l’Ombrone: prima riunione per Parco della Maremma e Consorzio di Bonifica

È stata una riunione introduttiva, ma che ha già toccato il cuore della questione

di Redazione
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Grosseto. Si è riunito per la prima volta il tavolo tecnico per la gestione della vegetazione ripariale promosso dal Parco della Maremma e dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, nella sede consortile di via Ximenes a Grosseto.

È stata una riunione introduttiva, ma che ha già toccato il cuore della questione: l’obiettivo, con il supporto degli esperti, è di individuare protocolli di intervento condivisi che possano disciplinare i tagli della vegetazione ripariale e degli alberi lungo il fiume Ombrone. Una strategia condivisa, quindi, che possa garantire i necessari lavori di contenimento del rischio idraulico, ma che al tempo stesso permetta di tutelare l’ecosistema della Maremma. L’approccio dovrà essere scientifico, con valutazioni prima e dopo gli interventi e uno studio delle modalità da adottare.

Già questa prima riunione ha portato ad avviare percorsi importanti. In primo luogo un monitoraggio di tutti i tratti sui quali sono stati fatti interventi – sia le aree integre, che quelle tagliate da più o meno tempo – in modo da poter fare raffronti della situazione in diversi momenti e comprendere anche l’evoluzione che segue il taglio e come l’habitat interessato si ripristina. Un altro passo fondamentale è la ricognizione puntuale del quadro normativo, molto importante per capire se e dove si può intervenire. Nel mese a venire, quindi, i partecipanti al tavolo lavoreranno, ognuno per la propria parte, proprio per analizzare queste due questioni ed entrare nel merito delle diverse modalità di intervento sulla vegetazione.

La ricerca e le analisi sul campo saranno necessarie per mappare le concessioni, gli interventi da effettuare e per arrivare a formulare ipotesi di sperimentazioni e zonizzazione. Un approccio condiviso, anche attraverso tavoli di confronto e un costante monitoraggio, sarà cruciale per la riuscita del progetto: per questo si è deciso di istituire un gruppo di ricerca multidisciplinare chiamato a coordinare le attività.

“Abbiamo iniziato un percorso importante – osserva Federico Vanni, presidente di Cb6 – che dovrà portarci a una gestione più sostenibile dei nostri corsi d’acqua. L’approccio scientifico a una questione così delicata rappresenta di sicuro il migliore strumento e riponiamo piena fiducia nel lavoro degli esperti, convinti che la collaborazione tra enti potrà contribuire a raggiungere risultati importanti per il territorio”.

“Per la prima volta – commenta il presidente del Parco della Maremma Simone Rusci si affronta il tema della gestione della vegetazione ripariale in termini multidisciplinari, provando a trovare una soluzione integrata che metta insieme le esigenze di difesa idraulica, di tutela ecologica e di utilizzo delle risorse. I punti di contatto sono molto più numerosi delle differenze e il dialogo avviato nella prima riunione del tavolo tecnico ha già prodotto risultati importanti. Nelle prossime sedute esamineremo in dettaglio le diverse questioni e inizieremo a definire un protocollo condiviso di intervento”.

A questo primo incontro hanno partecipato per il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud il presidente Federico Vanni, il direttore generale Fabio Zappalorti, il direttore dell’area progettazione Roberto Tasselli e il responsabile dell’area manutenzione Massimo Tassi; per il Parco della Maremma il presidente Rusci, il direttore generale Enrico Giunta, Laura Tonelli, forestale e funzionario tecnico, e Rossano Massai, professore ordinario di arboricoltura all’Università di Pisa e presidente del comitato tecnico; per il Genio Civile Toscana Sud, il direttore Renzo Ricciardi e Stefano Pignotti.

Gli altri soggetti in campo sono i Carabinieri Forestali, le Università toscane e le Unioni dei Comuni, oltre alle amministrazioni locali e ai tecnici coinvolti.

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