Rivitalizzare il centro e riempire i fondi sfitti con nuove attività: ecco il Pop-up lab

La rigenerazione del centro storico di Grosseto passa dal Pop-up lab, uno dei progetti pilota sulla sicurezza urbana cofinanziato dalla Regione Toscana (con i fondi per la sicurezza urbana – 70mila e 800 euro) e dal Comune di Grosseto (15mila e 500 euro). Alla base del progetto, la convinzione che la sicurezza dei centri passi anche dall’animazione sociale e commerciale.

“Ringrazio la Regione, l’assessore Vittorio Bugli e il consigliere regionale Leonardo Marras per aver collaborato alla realizzazione di questo progetto – dichiara il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna -. Si tratta di un’iniziativa in work in progress, suscettibile ancora di modifiche. Il nostro obiettivo è quello di rivitalizzare il centro storico, combattere il degrado e tutelare il decoro urbano”.

Da quando questa amministrazione comunale si è insediata – continua il sindaco si è subito impegnata in questa mission. Il progetto Pop-up lab si inserisce in un quadro più ampio mirato proprio a rilanciare il centro storico, anche dal punto di vista commerciale, così come del decoro e della sicurezza. Tre sono gli obiettivi: il primo è consentire a chi ha un fondo sfitto di affittarlo o venderlo, il secondo di permettere agli imprenditori di aprire attività a condizioni agevolate, il terzo di dare un’opportunità di sviluppo economico e sociale, partendo da quelle zone che negli ultimi tempi rischiano di perdere appetibilità”.

Serrande alzate, cultura e comunità attive fanno rima anche con sicurezza urbana – dichiara l’assessore regionale Vittorio Bugli -. Ce lo hanno dimostrato le città toscane dove abbiamo ‘testato’ il progetto Pop Up nel 2017, oltre a importanti esperienze nazionali e internazionali. Dopo l’evento partecipativo che abbiamo promosso ad aprile, in cui abbiamo coinvolto oltre duecento cittadini, associazioni, amministratori locali e rappresentanti delle forze dell’ordine, stiamo scrivendo le linee guida della Regione Toscana per la sicurezza urbana, che hanno alla base un’idea semplice”.

“Gli amministratori devono contrastare il disagio sociale che porta ai fenomeni di microcriminalità rigenerando e animando i centri, mentre le forze dell’ordine hanno il compito di vigilare e sanzionare – continua l’assessore -. E’ fondamentale rivitalizzare i quartieri e fare attività culturali, sociali e commerciali, perché le comunità si riapproprino delle città, anche in quelle zone dove, in assenza di presidi sociali, fenomeni di microcriminalità facilmente si insediano. Sono felice che anche Grosseto nei prossimi mesi diventi un laboratorio di creatività, innovazione e partecipazione“.

Si tratta di un progetto di un valore inestimabile – sottolinea il consigliere regionale Leonardo Marras -. La sicurezza non è solamente prevenzione e repressione, ma anche costruzione di una comunità. Ringrazio l’assessore Ginanneschi per il lavoro svolto insieme alla Regione. Il progetto può essere personalizzato in base alla realtà e alle necessità di Grosseto. Il nostro impegno è quello di far nascere nuove attività commerciali nel centro storico”.

Il progetto Pop-up è pronto quindi a prendere il via: il punto di partenza sono proprio i fondi commerciali sfitti. Dopo averne ricostituito una mappatura completa in collaborazione con Sociolab, la cooperativa fiorentina che dal 2014 ha lanciato il progetto e ne cura la gestione, il Comune procederà presto alla stipula di un accordo con i proprietari, grazie al quale l’Ente potrà disporre degli spazi da riaprire. Per farlo, l’amministrazione riconoscerà un incentivo ai proprietari che metteranno a disposizione i propri fondi.

Tutti i proprietari che abbiano fondi sfitti nelle vie più sofferenti della zona centrale di Grosseto (via Garibaldi, piazza della Palma, via D’azeglio, via Vinzaglio, via Paglialunga) potranno quindi manifestare il loro interesse a partecipare al progetto. Contemporaneamente all’acquisizione temporanea dei fondi sfitti, il Comune procederà anche alla ricerca dei progetti da insediare all’interno degli spazi a disposizione. Le proposte migliori, selezionate da una commissione ad hoc, avranno la disponibilità di insediarsi gratuitamente per 3-5 mesi all’interno degli spazi.

Ringrazio il Comune per la fiducia accordata alla nostra cooperativa – dichiara Cristian Pardossi di Sociolab -. Il Pop-up Lab è un progetto importante, che non vuole essere una bacchetta magica, ma una sperimentazione per rivitalizzare alcune zone degradate delle città. Ogni città rappresenta una sfida e per quanto riguarda un capoluogo come Grosseto la sfida è ancor più difficile. Il nostro obiettivo è riaprire il centro alle attività commerciali, renderlo vivo e sicuro. Il progetto si basa su tre pilastri: i proprietari dei fondi sfitti, che devono avere a cuore il futuro del centro, i popupper, coloro che andranno a riaprire le attività, e i cittadini, che dovranno essere coinvolti nella rinascita del centro. I grossetani dovranno manifestare un gesto d’amore per il centro storico e dovranno mettersi in gioco per vincere questa sfida“.

Per presentare e approfondire tutti aspetti sarà dato il via a un processo partecipativo. Ecco il primo step: per prima cosa il Comune di Grosseto invita tutte le associazioni di categoria e gli ordini professionali, gli imprenditori e i commercianti, i portatori di interesse, a partecipare all’incontro di mercoledì 6 giugno alle 11.30 nella sala consiliare e i proprietari di fondi sfitti del cuore storico della città all’incontro che si terrà mercoledì 6 giugno alle 16.30 nella saletta rossa del palazzo municipale. L’invito – già recapitato agli interessati e aperto a tutti – arriva dall’assessore Riccardo Ginanneschi, che sta seguendo l’operazione fin dagli esordi.

E’ un progetto su cui riponiamo energie ed aspettative – spiega Ginanneschi: l’auspicio è che al termine della sperimentazione delle aperture, che durerà tra i tre e i cinque mesi, tutti i soggetti coinvolti possano aver sperimentato strumenti e soluzioni da ripetere e consolidare, innovando così le politiche per il centro storico. Avranno un ruolo importante la Camera di Commercio e le associazioni di categoria, ed altrettanto importante i commercianti, i proprietari dei fondi, le associazioni culturali, e naturalmente i popupper. Proprio per rafforzare queste strategie, il progetto prevede anche l’animazione degli spazi pubblici della città, cercando di mettere in connessione le attività insediate nei fondi riaperti, la rete dei negozi storici e lo spazio pubblico: per farlo il Comune si avvarrà della collaborazione di Fondazione Grosseto Cultura, cui è affidata anche la comunicazione dell’intero progetto, che forte della sua esperienza e dei progetti già avviati su questo versante, curerà la programmazione di eventi culturali e momenti di animazione che contribuiranno a completare il progetto e rivitalizzare il centro“.

In questo caso la cultura si intreccia con il tessuto commerciale e con le finalità di sicurezza – dice il presidente di Fondazione Grosseto Cultura Giovanni Tombari: portiamo le nostre competenze in un ambito che sta molto a cuore all’amministrazione comunale di Grosseto e a tutta la cittadinanza. Sarà nostra cura quindi lavorare perché il messaggio che il progetto Pop-up Lab, messaggio che mi piace definire culturale, vuole comunicare arrivi a destinazione contribuendo quindi al rilancio delle vie del centro storico che richiedono massima attenzione”.

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