“Nutrirsi di Maremma”. All’alberghiero il convegno di Confagricoltura per valorizzare i prodotti locali

Domani mattina, alle 10, presso l’indirizzo Enogastronomico dell’Istituto Leopoldo II di Lorena, in via Meda, è previsto un convegno dal titolo “Nutrirsi di Maremma”, che vede la presenza del medico, nutrizionista e omeopata, Luca Bertini; della giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva di Italia7, Annamaria Tossani; del direttore della CAMST, Alessandro Lazzerini; dell’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Grosseto, Chiara Veltroni; del dirigente scolastico del Leopoldo II di Lorena, Alfonso De Pietro e del presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

I lavori saranno introdotti dal presidente di Confragricoltura Grosseto, Attilio Tocchi a cui toccheranno anche le conclusioni. “La Maremma – spiega Tocchi – è una terra capace di esprimere il 22% delle produzioni agricole toscane. Ragione per cui quello agricolo è un settore che deve essere salvaguardato, come deve essere salvaguardato chi di questo impegno ne ha fatto una professione, gli agricoltori e gli allevatori, appunto. Come Confagricoltura, oltre a favorire al massimo le sinergie con le reti di imprese e aiutare la loro crescita dimensionale. Nell’ottica di questa valorizzazione si innesta l’incontro che abbiamo chiamato ‘Nutrirsi di Maremma’. La scelta di organizzarlo dentro una scuola come l’Istituto Enogastronomico del Leopoldo II di Lorena non è affatto casuale, perché qui si formano i professionisti della gastronomia, gli esperti della ricettività che poi avranno il compito di valorizzare l’uso dei nostri prodotti. Dobbiamo incentivare l’uso di prodotti freschi, di stagione e soprattutto locali. Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso – conclude Tocchi – con esperti del settore, nutrizionisti, istituzioni e addetti ai lavori ai quali chiederemo suggerimenti e daremo loro indicazioni per favorire un ritorno a ‘Nutrirsi di Maremma’, come facevano i nostri nonni, ma con la tecnologia che oggi offre la modernità, paladini di quella che potremmo definire una agricoltura 3.0.”

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