Ventennale dei licei Chelli: il sottosegretario del Miur Toccafondi incontra gli studenti

“Sul tema delle scuole paritarie occorre abbattere i muri ideologici e per farlo bisogno conoscere le realtà educative del nostro Paese, guardando in faccia le situazioni, valorizzando le esperienze. Nel 2017 è un paradosso continuare a dividersi tra chi pensa che la scuola in Italia sia pubblica e privata; la scuola è tutta pubblica e una scuola come i licei Chelli sta dentro il sistema di regole delle scuole pubbliche. E’ un aspetto culturale su cui è l’ora di crescere”.

Così il sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi, che ha trascorso l’intera mattinata a Grosseto per prendere parte alle iniziative per i venti anni dei licei paritari Chelli.

Il sottosegretario è giunto in Maremma intorno alle 9 e ha trascorso la prima parte della mattinata a Nomadelfia, per conoscere più da vicino l’esperienza della scuola familiare, che il prossimo anno compirà cinquant’anni.

Nel 1968, infatti, le famiglie di Nomadelfia ottennero dal Ministero della Pubblica istrizuione di poter istruire i figli sotto la propria responsabilità, con l’obbligo di presentare i ragazzi come privatisti agli esami di Stato. Ad accogliere il sottosegretario sono stati il vescovo Rodolfo, il parroco di Nomadelfia don Ferdinando Neri con il presidente Francesco e oltre 80 fra bambini e ragazzi che frequentano la scuola familiare. Toccafondi si è intrattenuto in un gruppo famiglia e poi ha avuto un simpatico colloquio coi bambini della scuola primaria avendo modo, così, di approfondire la conoscenza di un modo di fare scuola che è “incastonato” dentro la vita della comunità, nella quale l’esperienza è, insieme ai libri e alla didattica ordinaria, un modo concreto per formare i ragazzi.

Poi l’arrivo ai licei Chelli, dove Toccafondi è stato accolto dai vertici della Fondazione Chelli, dalla preside Paola Biondo e dai vertici istituzionali del territorio. Il sottosegretario ha ascoltato e apprezzato le testimonianze giunte da due studenti, che hanno frequentato il percorso “Life skills” curato da anni dal formatore Marco De Santis, dal rappresentante di Banca Tema, dalla Polizia municipale e dall’Università di Siena-Piano delle lauree scientifiche, che in questi anni hanno avviato esperienze formative e di alternanza scuola-lavoro con gli studenti del Chelli. E’ intervenuto anche Niccolò Antichi, oggi affermato professionista, che da dicembre presiede l’associazione degli ex alunni “Semper Chelli”.

“Vent’anni non sono pochi – ha sottolineato la preside Biondo –. E’ stata ed è una sfida continua, anche contro qualche pregiudizio che resiste, ma noi siamo una scuola orgogliosamente pubblica, che sta contribuendo alla crescita del territorio”.

Il sottosegretario, nel suo appassionato intervento, ha tenuto a sottolineare le misure assunte negli ultimi anni dal Governo per far sì che finalmente anche nel nostro Paese la parità scolastica possa essere non solo un enunciato di principio, ma una realtà basata su solidi punti di riferimento normativi e finanziari. A partire dalla stabilizzazione del fondo dal 500 milioni di euro per le 13mila scuole paritarie presenti in Italia, frequentate da un milione di studenti. Misura a cui si sono aggiunte, da quest’anno, anche un fondo ad hoc da 50 milioni e un fondo per il sostegno alla disabilità da 23,4 milioni. E poi l’introduzione delle detrazioni fiscali per le famiglie che scelgono la scuola paritaria facendosi carico della retta, fino alla school bonus.

“Si tratta di una inversione di rotta culturale”, ha sottolineato Toccafondi, che ha pure evidenziato come, di pari passo, si siano intensificati anche i controlli “perché la parità si difende anche facendo vedere nei fatti che lo Stato controlla”.

Il vescovo Rodolfo, da parte sua, ha ringraziato le tante persone che fin dall’inizio si sono impegnate con grande tenacia perché la scuola paritaria mettesse solide radici anche a Grosseto, ponendo l’accento sulla ricchezza che per questo territorio rappresentano sia l’esperienza dei licei Chelli che quella della scuola familiare di Nomadelfia. “La semina è stata lunga e a tratti faticosa – ha concluso –, ma oggi vedere i frutti dà coraggio e ci dice quanto ne è valsa la pena”.

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