Pagamenti Pos obbligatori, Confesercenti: «Le multe non servono. Agire su commissioni»

Pos obbligatorio da settembre e multe per chi non si mette in regola. La tante volte annunciata rivoluzione dei pagamenti elettronici, con carte di credito e bancomat sembra, a guardare le intenzioni del Governo, ormai irrimandabile. Praticamente, dal 30 settembre, ogni attività commerciale dovrà essere in grado di accettare pagamenti digitali.

Professionisti, commercianti e artigiani che non accetteranno pagamenti con bancomat o carta di credito saranno soggetti a multe di 30 euro per ciascuna violazione.

Un provvedimento che rischia di portare a nuovi oneri per le imprese: «È giusto favorire l’utilizzo della moneta elettronica – afferma Confesercenti -, purché non si creino nuovi vincoli ed obblighi per le imprese. Occorre eliminare il peso delle commissioni, troppo elevate per le categorie del commercio». In Italia l’80% dei pagamenti viene effettuato in contante, e non tutti hanno un Pos nel proprio negozio, anche a causa di infrastrutture digitali spesso carenti, specie nei paesi.

Tra l’altro, secondo un’ indagine di Confesercenti nazionale, dallo scorso anno c’è stato un aumento di 235mila pos.

«Le multe non servono. Le imprese, in particolare quelle del commercio, hanno deciso liberamente di adottare sistemi di pagamento elettronici, nonostante il legislatore non prevedesse sanzioni. Introdurre delle multe vorrebbe dire solo punire quelle categorie di imprese che – a causa di margini di partenza ristretti – hanno difficoltà a sostenere il peso delle commissioni legate alle transazioni elettroniche».
«Come abbiamo sempre sostenuto – sottolinea Confesercenti – un maggiore uso della moneta elettronica è senz’altro positivo: diminuendo rischi e costi connessi alla gestione del contante e va nella direzione di una maggiore possibilità di scelta da parte dei cittadini oltre a garantire la tracciabilità rispetto all’evasione fiscale e al sommerso. Non vogliamo però che a pagare il conto siano, ancora una volta, i commercianti».

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