CineVisioni: la recensione di Escobar – Il Fascino del Male

In programmazione a Grosseto – The Space Cinema

Virginia Vallejo, celebre anchorwoman colombiana ha chiesto asilo politico agli Stati Uniti. Amante appassionata di Pablo Escobar, criminale e trafficante di cocaina senza scrupoli e rimorsi, ha deciso di raccontare alla DEA gli anni della loro relazione e dell’ascesa vertiginosa del ‘patrón’ di Bogotà.

Ambiziosa e decisa a saperne di più di quello che diventerà in pochi anni il più ricco e potente trafficante di sempre, Virginia si innamora di Pablo e lo sostiene nella carriera politica sorvolando su quella criminale. Ma i desideri di Pablo sono più voraci dei suoi e finiscono per trascinarla in un abisso da cui le tenderà la mano l’agente Neymar della DEA.

La pellicola è basata sul bestseller di Virginia Vallejo, Amando Pablo, odiando Escobar. Ed infatti il titolo originale del film. decisamente più fedele della versione italiana, è Loving Pablo.

I personaggi di Pablo Escobar e Virginia Vallejo sono affidati rispettivamente a Javier Bardem e Penelope Cruz, garantendo così al film una base attoriale fatta di professionalità, fascino ed esperienza.
Il regista è Fernando León de Aranoa, lanciato nel 1996 da Familia e consacrato sei anni più tardi da I Lunedì al Sole (tra l’altro sempre interpretato da Bardem).
Tratto comune dei suoi lungometraggi, siano essi in lingua spagnola o in inglese come A Perfect Day, sono i temi impegnati. Escobar – Il Fascino del Male è forse il primo film mainstream di León de Aranoa.

La storia di Pablo Escobar riveste per il pubblico una sorta di fascino proibito, dall’incredibile longevità: facile citare il precedente film su di lui, la serie Narcos ed anche il film Blow con Johnny Depp.
In questo caso la sceneggiatura, a cura dello stesso regista, è necessariamente legata alla narrazione della Vallejo e qui sta il più grande punto debole del film.

Escobar – Il Fascino del Male segue le sorti del libro: la sensazione complessiva è di una grande superficialità di racconto, dovuta anche ad un punto di vista non sempre imparziale, e risulta godibile solo quando assume le sembianze di una gangster story. Gli stessi attori non sembrano per nulla convinti dell’impianto complessivo, con Bardem che a fatica si barcamena, lasciando la povera Penelope Cruz ad un’interpretazione davvero opaca.

Nonostante il blasone di Fernando León de Aranoa, Escobar – Il Fascino del Male sembra davvero un lavoro approssimativo, che piacerà solo a chi non si è ancora stufato di sentir narrare le gesta del trafficante.
Per gli altri, noia assicurata ed anche una pesante sensazione di smarrimento.
Pablo Escobar è morto, ma il suo fantasma ancora ci tormenta. In questo caso in sala.

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