Sfruttamento della prostituzione e tentata estorsione: in manette tre persone

Questa mattina, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Grosseto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone.

Si tratta di due uomini rumeni di 34 e 25 anni e di una donna moldava di 35 anni, compagna del rumeno di 34 anni.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Grosseto, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo maremmano, in relazione ai reati di reclutamento, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di alcuni giovani rumene, nonchè di tentata estorsione.

Le indagini della Squadra Mobile che hanno consentito di arrestare le tre persone sono iniziate nel marzo scorso, a seguito della denuncia sporta da una delle giovani donne vittime di sfruttamento.

Quest’ultima ha raccontato agli inquirenti di essere stata avviata alla prostituzione nel 2012 dall’uomo rumeno di 34 anni, che l’aveva invitata a raggiungerlo in Italia, a Grosseto, e che la faceva prostituire in appartamenti di Marina di Grosseto e di Cecina, con alternanza, ogni quindici giorni, delle due residenze.

Nel marzo del 2017, il 34enne aveva invitato la giovane a mettersi d’accordo, in merito alle modalità con le quali la donna doveva alternarsi tra i due appartamenti, con la compagna dell’uomo, che condivideva con lui l’attività di sfruttamento della prostituzione della donna.

Nel marzo scorso, infine, la vittima, essendosi rifiutata di versare allo sfruttatore il 30% mensile del ricavato della sua attività, come invece da lui preteso, era stata vittima di minacce da parte del 34enne, che le aveva intimato: “A partire da oggi tu mi devi dare 1000 euro al mese e se non lo fai ti faccio vedere io di cosa sono capace“.

L’uomo, inoltre, l’aveva colpita al volto con un violento schiaffo, che le aveva causato un’estesa tumefazione sulla guancia e sull’occhio destro.

Le indagini, che sono consistite anche in attività di intercettazione telefonica e ambientale, hanno permesso di ricostruire le attività illecite degli sfruttatori ai danni non solo della donna suddetta, ma anche di altre quattro giovani provenienti dalla Romania e hanno trovato pieno riscontro alla prima denuncia, nonchè a quella di un’altra ragazza ugualmente vittima di sfruttamento da parte degli indagati.

Le intercettazioni hanno permesso, infine, di verificare che il 34enne rumeno, parlando con un complice, un connazionale di 25 anni, una volta appreso della volontà delle due ragazze che avevano sporto denuncia di uscire dalla condizione di sfruttamento della prostituzione alla quale erano state costrette nel corso degli anni, aveva condiviso con quest’ultimo l’intenzione di compiere atti violenti nei confronti delle stesse ragazze e dei loro parenti.

Inoltre, il 25enne aveva direttamente la prima ragazza che aveva sporto denuncia dicendole: “Paga perchè io so che tieni alla tua famiglia e non vuoi che succeda nulla a nessuno di loro, vero?“.

Dal contenuto di un’agenda sequestrata ad una delle giovani prostituite, una sorta di “vademecum“, è stato confermato, tra l’altro, quanto già raccontato nelle denunce delle due donne in merito alle tariffe orarie delle “prestazioni” sessuali, nonchè alle frasi in italiano che le donne dovevano utilizzare per illustrare ai clienti le prestazioni che erano in grado di fornire.

Dalle dichiarazioni delle giovani vittime, nonchè dalle conversazioni intercettate, è emerso, infine, che ciascuno degli indagati ha svolto un ruolo attivo nello sfruttamento della prostituzione: il 34enne è colui che materialmente ha avviato le giovani, una volta giunte in Italia, all’attività di prostituzione, e che ha provveduto a riscuotere, alternandosi alla compagna, le provvigioni del 30% con cadenza settimanale.

La compagna dell’uomo, oltre alla riscossione delle somme, si è occupata delle pubblicazioni degli annunci necessari per il reperimento dei clienti. Il 25enne rumeno, infine, ha partecipato alle trasferte delle prostitute in altre città (oltre  Grosseto e Cecina, anche a Prato), fornendo loro i contraccettivi, a dimostrazione di un pieno coinvolgimento nell’attività di sfruttamento.

Nei confronti dei tre indagati pende anche l’accusa di associazione a delinquere, lesioni volontarie aggravate e violenza privata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Top